MATRIMONIO CALEIDOSCOPICO

ARCHITETTURA | SHANGHAI

Un grande cubo bianco racchiude un cilindro coloratissimo in vetro. In sintesi, è la configurazione architettonica della nuova sala per matrimoni realizzata a Shanghai su progetto dello studio G+ Park. La scelta tipologica generale richiama la solennità di un antico palazzo reale.

Visto l’incremento di matrimoni che la Cina sta vivendo, è stata trovata una formula capace di tradurre in chiave visiva un momento ritenuto spettacolare e gioioso. Il cilindro vitreo semitrasparente è costituito da oltre 3000 tessere trapezoidali. Le 65 tonalità cromatiche sono disposte in base alle variazioni della luce diurna. L’abbraccio “barocco” della sala è messo in risalto dal disegno radiale del pavimento, bianco come il soffitto.

Luce e colore generano uno spazio dall’altissimo gradiente emozionale.

IL PADIGLIONE SEMITRASPARENTE

ARCHITETTURA | SHIFT A+U

Nel lontano 1990, Bernard Tschumi, reduce dal successo procuratogli dal parco della Villette a Parigi, progetta cinque padiglioni vetrati a Groningen, voluti dall’Amministrazione per celebrare i 950 anni della città olandese. Cinque volumi trasparenti in vetro che esprimono la visione decostruttivista dell’architetto.

Ma per gli artisti dello studio Shift A+U uno di essi ha rappresentato l’occasione per un’installazione cromatica. Il prisma inclinato di Horeplein è stato rivestito da pellicole colorate traslucide nelle hue CYM che, a seconda degli angoli visuali, generano tonalità RGB.

Percepibile sia da fuori che da dentro, il padiglione è in grado di alterare la percezione urbana in chiave dinamica, grazie a sovraimpressioni, ombre proiettate e geometrie sghembe. Il visitatore intrattiene con esso un rapporto di tipo immersivo, in un’esperienza visiva del tutto “anomala”.

FUCSIA ICONICO

DESIGN | KARIM RASHID

Karim Rashid, progettista “New York based”, ha reintrodotto nel mondo del design il filone radical-psichedelico sviluppatosi a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.

Le condizioni storico-culturali sono mutate… ma dopo tanto razionalismo e minimalismo, si ripropone un’iconografia acida, dirompente, coraggiosa, magari condita da inflessioni pop e da un organicismo tipico di questo inizio millennio.

Le creazioni di Rashid si caratterizzano da colori fluo e chimici, preferibilmente a contrasto con il bianco ottico. Il verde lime e il fucsia si contendono lo scettro della visibilità, ma è il secondo a esplodere con maggiore energia su arredi, grafiche e spazi interni.

Possiamo dire che il rosa shocking sia diventato il colore iconico del designer egizio-americano, come il rosso per gli abiti da sera di Valentino o il bianco per le architetture di Richard Maier.