ULTRA-POST-MODERNO

FURNITURE DESIGN | PETER SHIRE

«Personalmente, quando progetto procedo per aggiunta invece che per sottrazione»: è il paradigma operativo di Peter Shire, membro originario di Memphis, il collettivo fondato da Ettore Sottsass nel 1981. Sebbene un po’ adombrato dai co-protagonisti che nei decenni seguenti hanno avuto maggiore fortuna in ambito industriale in modo autonomo, il designer britannico viene ricordato per i suoi arredi iper-segnici, nei quali il colore diventa un elemento grammaticale irrinunciabile e dinamitardo.

I lavori di Shire, con le loro palette cromaticissime, rappresentano forse la falange estremista e surreale (il che è tutto dire…) del postmoderno nel campo dell’arredo. Tra spigoli vivi, assemblaggi improbabili e contrappunti geometrici, quei pezzi sono il monumento di una gustosa e ingenua ridondanza, in un gioco artigianale che ha aperto la strada a tanto design autoprodotto tipico dell’inizio di questo millennio.

ARCOBALENO SUBACQUEO

ARCHITETTURA | MONTECARLO

Victor Vasarely, uno dei padri della Op Art, ha sempre mantenuto un’attività multidisciplinare, che spesso ha sconfinato nel campo architettonico.

Fra le sue numerose commissioni pubbliche, la più sbalorditiva – ma anche fra le meno conosciute – è sicuramente la piscina Hexa Grace, creata nel 1979. Situata sul tetto dell’Auditorium Rainier III nel Principato di Monaco, la enorme vasca esagonale si affaccia sul Mar Mediterraneo. Il pattern della pavimentazione interna, fino alle piastrelle rombiche, segue la geometria perimetrale, basata sugli angoli di 60°.

L’universo grafico del pittore ungherese è immediatamente riconoscibile. La percezione dell’opera è strettamente legata ai principali caratteri fisici del contesto: forte inclinazione del suolo e grattacieli. Ma il vero colpo d’occhio sta nelle vedute aeree e satellitari: dalla mappa di Google un arcobaleno esagonale “buca” la Costa Azzurra.