DA MANGIARE CON GLI OCCHI

PASTRY | ANNUSHKA

Nessuno avrebbe mai scommesso che le torte, un giorno, avrebbero fatto il proprio ingresso nel mondo del design. Succede anche grazie a un laboratorio di pasticceria di Mosca, che vende dolci e insegna a prepararli.

Con i lavori di Annushka il godimento è innanzitutto visivo. Niente barocchismi da vecchio pasticcere ma forme contemporanee. Sembrano perfino finte. Ogni ingrediente, a partire dai coloranti alimentari, è utilizzato con la massima padronanza e perizia tecnica per ottenere immagini perfino futuristiche, pop, couture…

Le superfici (liscissime) riescono perfino a essere decorate con incredibili giochi di gradient digitali o da squame ottenute con fettine di pera essiccate. Oltre a soddisfare la parte gustativa, queste sculture che presuppongono un’altissima preparazione estetica, sia in fatto di originalità sia quando imitano famose esperienze artistiche, come le geometrie di Mondrian o i cerchietti di Yayoi Kusama.

 

To eat with your eyes – No one would ever have bet that cakes would one day enter the world of design. It also happens thanks to a pastry shop in Moscow, which sells cakes and teaches how to prepare them.

With Annushka’s works, enjoyment is above all visual. No baroque style of an old pastry chef but contemporary forms. They even look fake. Each ingredient, starting from food dyes, is used with the utmost mastery and technical expertise to obtain even futuristic, pop, couture images…

The surfaces (very smooth) can even be decorated with incredible digital gradient games or with scales obtained with dried pear slices. In addition to satisfying the gustatory part, these sculptures require a very high aesthetic preparation, both in terms of originality and when they imitate famous artistic experiences, such as Mondrian’s geometries or Yayoi Kusama’s circles.

L’ARCOBALENO DENTRO

SITE SPECIFIC ART | GABRIEL DAWE

Nelle installazioni di Gabriel Dawe si intrecciano – è il caso di dirlo – tanti riferimenti culturali, dall’architettura al ricamo della tradizione messicana.

L’artista inonda gli spazi interni di fasci arcobaleno che sembrano avvolgere volumi e persone. Chiodi, fili colorati e torsioni geometriche ricreano la magia emozionale della luce rifratta sotto l’effetto della luce (preferibilmente ) naturale. Le opere della serie Plexus sono costituite da migliaia di filamenti di poliestere cucite dal pavimento al soffitto, per ricreare uno spettro di luce scomposto in 15 colori. I colori vivi delle sue installazioni site specific mutano in base al punto di osservazione e si dissolvono gli uni negli altri, creando illusioni ottiche.

Sono spesso commissioni temporanee site-specific che l’artista trasforma in “reliquie” quando le mostre sono finite.

L’arcobaleno, simbolo LGBTQ+, si conferma nell’arte di Dawe icona di una ribellione potente quanto pacifica.

 

The rainbow inside – In Gabriel Dawe’s installations, many cultural references are intertwined, from architecture to embroidery of the Mexican tradition.

The artist floods the interior spaces with rainbow beams that seem to envelop volumes and people. Nails, colored threads and geometric twists recreate the emotional magic of light refracted under the effect of (preferably) natural light. The works of the Plexus series are made up of thousands of polyester filaments sewn from floor to ceiling, to recreate a spectrum of light broken down into 15 colors. The vivid colors of his site specific installations change according to the point of observation and dissolve into each other, creating optical illusions. They are often site-specific temporary commissions that the artist transforms into “relics” when the exhibitions are over. The rainbow, an LGBTQ + symbol, is confirmed in Dawe’s art as an icon of a rebellion as powerful as it is peaceful.