INCASTRI FAMOSI

FURNITURE | JOINT CHAIRS

La storia del design della sedia è sicuramente la più affollata rispetto alle altre tipologie di arredo. Qui vogliamo focalizzarci brevemente (e con un po’ di entusiasmo) sui modelli di sedute concepite e realizzate con pezzi di legno laccato incastrati fra loro. Proposte che hanno fatto epoca, sicuramente ispirati dalla poltrona di Rietveld (che però non prevede innesti, ma solo contatto delle tavole).

Niente colla né viti. Curiosamente, la tecnica costruttiva viene sempre sottolineata esaltata dal cambiamento cromatico tra un pezzo e l’altro. Tra intelligenza creativa e senso giocoso, vogliamo ricordare (nell’ordine) la Vilbert di Verner Panton per Ikea (1992, oggi quotatissima nei circuiti del vintage); la Bauchair Romano e Maria Seletti (1964); la Dry, disegnata da Massimo Morozzi per Giorgetti nel 1987 (in versione sedia e poltroncina); e infine la Okazaki, del maestro giapponese Shigeru Uchida (1995).

 

Famous joints – The history of chair design is certainly the most crowded compared to other types of furniture. Here we want to focus briefly (and with a little enthusiasm) on the seating models conceived and made with pieces of lacquered wood interlocked. Proposals that have made an era, certainly inspired by the Rietveld armchair (which however does not include grafts, but only contact with the tables).

No glue or screws. Curiously, the construction technique is always emphasized and enhanced by the chromatic change between one piece and another. Between creative intelligence and a playful sense, we want to recall (in order) Verner Panton’s Vilbert for Ikea (1992, now highly rated in the vintage circuits); the Bauchair Romano and Maria Seletti (1964); the Dry, designed by Massimo Morozzi for Giorgetti in 1987 (in chair and armchair versions); and finally the Okazaki, by the Japanese master Shigeru Uchida (1995).

FORZE DINAMICHE

SCULPTURE | ROBERTO GIACOMUCCI

Nel narrare la collezione di sculture “Dynamic Forces”, Roberto Giacomucci, designer anconetano di notevole calibro, attribuisce un valore primario alla freccia nera, attore principale delle opere, che spinge la materia a una variazione fisica.

Attraverso i programmi di renderizzazione – le opere sono solo virtuali – il mondo dei pixel si confronta con quello analogico grazie soprattutto al loro carattere giocoso e ai loro colori accesi, scelti in una tavolozza di tinte primarie sature e brillanti. Come presenze affini al cyberspazio dei videogames o alla grafica del fumetto, congelano il momento preciso in cui la materia subisce una variazione, fino a formare un ironico e divertente campionario di situazioni instabili, in movimento, che tendono a scompigliare e alterare la materia come solo chi la conosce così profondamente può divertirsi a fare, giocando con le sue consistenze e sfruttandone proprietà e caratteristiche specifiche.

 

Dynamic Forces – In narrating the collection of sculptures “Dynamic Forces”, Roberto Giacomucci, a designer from Ancona of considerable calibre, attributes a primary value to the black arrow, the main actor of the works, which pushes the material to a physical variation.

Through the rendering programs – the works are only virtual – the world of pixels is confronted with the analogue one thanks above all to their playful character and their bright colors, chosen from a palette of saturated and bright primary colors. Like presences similar to the cyberspace of videogames or to the graphics of comics, they freeze the precise moment in which the material undergoes a variation, to form an ironic and amusing sample of unstable situations, in movement, which tend to mess and alter the matter as only those who know it so deeply can have fun doing it, playing with its textures and exploiting its specific properties and characteristics.

LA STRADA IN UNA STANZA

STREET ART | COLORS FESTIVAL PARIS

Colors Festival Paris è il primo nella capitale francese: un edificio in Avenue de la République in attesa di ristrutturazione è stato rilevato da 45 artisti di strada, capitanati da Combo. Per questa prima edizione, Novaxia Investissement (azienda con una missione di investimento nel riciclo urbano) ha accolto questo progetto folle e innovativo (organizzato in sole 2 settimane) mettendo a disposizione dei writer due piani dell’edificio per un totale di 400 mq.

Ciascun artista si è “appropriato” di uno spazio (una porta, un angolo, un’intera stanza, un’alcova, una scala, ecc.) e lo ha invaso con installazioni coloratissime, in cui lo spettatore diventa attore nel quadro.

La sequenza continua di opere XXL che non lasciano libero un solo centimetro quadrato di pareti, soffitti e finiture, genera un luogo di espressione libera, una vera esperienza immersiva fruibile da pubblico fino al 30 giugno.

 

Colors Festival Paris is the first in the French capital: a building on Avenue de la République awaiting renovation has been taken over by 45 street artists, led by Combo. For this first edition, Novaxia Investissement (a company with an investment mission in urban recycling) welcomed this crazy and innovative project (organized in just 2 weeks) by making two floors of the building available to writers for a total of 400 square meters.

Each artist has “appropriated” a space (a door, a corner, a whole room, an alcove, a staircase, etc.) and has invaded it with colorful installations, in which the viewer becomes an actor in the painting.

The continuous sequence of XXL works that do not leave a single square centimeter of walls, ceilings and finishes free, generates a place of free expression, a true immersive experience that can be enjoyed by the public until June 30.

DALL’AZZURRO AL GIALLO

RETAIL | TIFFANY

Tiffany & Co. ha portando il tema del pesce d’aprile sulla strada. Di recente il brand ha ospitato un’installazione a tema diamante giallo nella sua sede di Beverly Hills, che ha coinvolto sia l’interno dello store sia l’affaccio sulla strada.

Il colore ufficiale è tornato sui canali di comunicazione il giorno seguente, ma il successo dello scherzo del pesce d’aprile è rimasto, suscitando una risposta virale online.

Tiffany ha temporaneamente rimodellato la sua sede di Rodeo Drive durante il fine settimana, con mobili gialli, infissi e, per la prima volta, una scatola e una borsa della spesa di Tiffany & Co. gialle. In loco sono stati anche allestiti un Yellow Diamond Café, con prelibatezze in tinta, una mostra di importanti diamanti gialli sfusi (incluso il pezzo da 128,5 carati) e cabine fotografiche per la prova virtuale delle gemme.

Insomma, un pop-up dal tono eccentrico ed esperienziale.

 

From blue to yellow – Tiffany & Co. has brought the April Fool’s theme to the road. The brand recently hosted a yellow diamond-themed installation in its Beverly Hills headquarters, which involved both the interior of the store and the view onto the street.

The official color returned to the media the following day, but the success of the April Fool’s joke remained, sparking a viral response online.

Tiffany temporarily remodeled its Rodeo Drive location over the weekend, with yellow furniture, fixtures and, for the first time, a yellow Tiffany & Co. box and shopping bag. A Yellow Diamond Café has also been set up on-site, featuring matching delicacies, an exhibition of prominent loose yellow diamonds (including the 128.5-carat piece) and photo booths for virtual gem testing.

In short, a pop-up with an eccentric and experiential tone.

A CASA DEL FUTURISTA

ARTE | GIACOMO BALLA

Per celebrare i 150 anni dalla nascita di Giacomo Balla, il MAXXI di Roma ha curato un programma di eventi espositivi, il cui perno è sicuramente l’apertura al pubblico (dal 26 maggio al fino al 24 ottobre) della casa romana dove l’artista visse con la sua famiglia e lavorò fino alla morte. L’iniziativa “Casa Balla. Dalla casa all’universo e ritorno” rappresenta un vero e proprio momento di sintesi rispetto alla figura e alla produzione dell’artista torinese. L’appartamento di via Oslavia, inondato di forme astratte e di colore, può essere considerato una sorta di opera d’arte totale e immersiva, ma anche condivisa, poiché alla sua caratterizzazione parteciparono attivamente anche le figlie Elica e Luce.

La produzione di Balla non necessita certo di un regesto in questa sede, ma ricordiamo che l’uso spregiudicato e audace del colore nelle sue opere ha segnato una vera a propria svolta nella cromatologia, anche in seno alle avanguardie coeve al Futurismo.

 

At the Futurist’s house – To celebrate the 150th anniversary of the birth of Giacomo Balla, the MAXXI in Rome has curated a program of exhibition events, the pivot of which is certainly the opening to the public (from May 26 to October 24) of the Roman house where the artist he lived with his family and worked until his death. The “Casa Balla. From home to the universe and back” represents a real moment of synthesis with respect to the figure and production of the Turin artist. The apartment in via Oslavia, flooded with abstract shapes and color, can be considered a sort of total and immersive work of art, but also shared, since its daughters Elica and Luce also actively participated in its characterization.

Balla’s production certainly does not need a register here, but we remember that the unscrupulous and daring use of color in his works marked a real turning point in chromatology, even within the avant-garde contemporaries of Futurism.