TAVOLOZZA A TAVOLA

Tra il 1966 e il 1967 Gio Ponti fornì i disegni per un servizio da tavola composto da piatti piani e fondi e da vassoi ellittici disegnati da Ambrogio Pozzi per il catalogo della Ceramica Franco Pozzi (Gallarate).

La collezione “Fantasia Italiana” rispecchiava perfettamente le esigenze di un’azienda volta a una produzione di oggetti d’uso e d’arredo, in terraglia, porcellana e grès, improntati agli sviluppi del design seriale.

Le forme semplici e standardizzate immaginate dai due designer divennero il supporto ideale sul quale applicare disegni geometrici essenziali come il cerchio, le righe, la falce di luna e le eliche (o fiori) composte da quattro o otto semicerchi, realizzati con la tecnica della calcomania a monocromo o in combinazioni cromatiche dai toni accesi e vibranti.

A tutt’oggi, oltre a rappresentare una collezione di grande interesse collezionistico, quei pezzi possono essere considerati come tessere di un caleidoscopio da comporre sul muro, in chiave tendenzialmente infinita.

 

Table colour palette – Between 1966 and 1967 Gio Ponti provided the designs for a table service consisting of flat and deep plates and elliptical trays designed by Ambrogio Pozzi for the catalog of Ceramica Franco Pozzi (Gallarate).

“Fantasia Italiana” collection perfectly reflected the needs of a company aimed at the production of objects of use and furnishings, in earthenware, porcelain and stoneware, marked by developments in serial design.

The simple and standardized shapes imagined by the two designers became the ideal support on which to apply essential geometric designs such as the circle, the lines, the crescent moon and the helixes (or flowers) made up of four or eight semicircles, made with the calcomania technique in monochrome or in color combinations with bright and vibrant hues.

To this day, in addition to representing a collection of great collectible interest, those pieces can be considered as chips of a kaleidoscope to be composed on the wall, in a basically infinite key.

BALCONI DINAMICI

ARCHITECTURE | PARIS

Alla periferia nord di Parigi, una via stretta e lunga, costeggiata da un’edilizia economica grigia e anonima. Dove la strada compie una curva, il paesaggio si anima. I corpi edilizi di Rebière 21 Housing assumono un taglio trapezoidale e, nei ritagli semi-pubblici, si sviluppano dei balconi a pianta curva, molto ampi, come vere e proprie stanze all’aperto. L’orientamento di ciascuno, a forma di goccia, ruota progressivamente con il variare del piano.

La sovrapposizione di quelle piattaforme genera una vera e propria sorpresa prospettica dal basso verso l’alto. Per amplificare ulteriormente uno spazio angusto, gli architetti Hondelatte e Laporte catturano l’attenzione dei passanti attraverso il colore: il fondo di ciascun balcone è dipinto con un colore molto saturo, che va anche a personalizzare il soffitto della loggia.

Visto che la sequenza dei balconi si distacca leggermente dall’edificio, essi formano quasi un volume autonomo in chiave arcobaleno.

 

Dynamic balconies – In the northern outskirt of Paris, a long and narrow street, lined with a gray and anonymous economic buildings. Where the road makes a curve, the landscape comes alive. The buildings of Rebière 21 Housing take on a trapezoidal cut and, in the semi-public cutouts, very large curved balconies develop, like real open-air rooms. The orientation of each, in the shape of a drop, rotates progressively with the variation of the floor.

The overlapping of those platforms generates a real perspective surprise from the bottom up. To further amplify a narrow space, architects Hondelatte and Laporte capture the attention of passers-by through color: the bottom of each balcony is painted with a very saturated color, which also personalizes the ceiling of the loggia.

Since the sequence of balconies is slightly detached from the building, they almost form an autonomous volume in a rainbow key.

ESPERIENZA BAROCCA

ARCHITECTURE | YORO PARK

Il Site of Reversible Destiny è un “parco esperienza”, un po’ ludico e un po’ concettuale, aperto nel 1995 su progetto dall’artista giapponese Arakawa Shusaku e di sua moglie, la poetessa Madeline Gins.

Il tema del parco, situato a Yoro (Giappone) ed esteso circa 18.000 metro quadri, è “incontrare l’inaspettato”. La coppia ha concretizzato la sua audace e spericolata visione in un complesso architettonico composto da un il vasto campo ellittico a forma concava e da un padiglione principale chiamato Critical Resemblance House.

La nostra attenzione ovviamente ricade sulla House, che si presenta come un assemblaggio di quinte piane e curve, ognuna di un colore diverso, tutti molto vivaci, che intrattengono una potente relazione con il paesaggio. La stessa logica compositiva coinvolge anche l’interno: l’assenza di ogni gerarchia funzionale e geometrica è esaltata da una palette cromatica ugualmente vivace.

 

Baroque experience- The Site of Reversible Destiny is an “experience park”, a little playful and a little conceptual, opened in 1995 on a project by the Japanese artist Arakawa Shusaku and his wife, the poet Madeline Gins.

The theme of the park, located in Yoro (Japan) and covering approximately 18,000 square meters, is “meeting the unexpected”. The couple realized their daring and reckless vision in an architectural ensemble consisting of a vast elliptical concave field and a main pavilion called the Critical Resemblance House.

Our attention obviously falls on the House, which looks like an assembly of flat and curved wings, each of a different color, all very lively, which have a powerful relationship with the landscape. The same compositional logic also involves the interior: the absence of any functional and geometric hierarchy is enhanced by an equally bright color palette.

VITA IN TOTAL BLACK

INTERIOR | TAMIZO

Rigore, ma non minimalismo. Anzi, l’impiego pervasivo del nero in questa casa unifamiliare in Polonia genera un effetto addirittura massimalista.

E coraggiosissimo, poiché nel gusto e nell’immaginario collettivo nessuno sognerebbe mai di usare quella tinta in uno spazio abitativo. Il nostro interesse per questo lavoro deriva da due aspetti: lo sdoganamento del nero nell’interior design e per la gestione di quello stesso colore in ogni micro-scena della casa.

L’impegno estetico dello studio Tamizo Architects, con base a Varsavia e a Lodz, è diretto a dimostrare che il nero non è mai assoluto. Al contrario, ne esistono tante modulazioni, in relazione ai materiali, alle masse e all’incidenza sulle superfici dei diversi tipi di luce.

L’effetto complessivo è quello di uno spazio vellutato, di un’atmosfera perfino lieve, dove il nero viene interrotto qua e là da presenze chiare (ad esempio il divano beige e i pavimenti grigio chiaro).

 

Life in total black – Rigor, but not minimalism. Indeed, the pervasive use of black in this single-family house in Poland generates an even maximalist effect.

And very courageous, since in taste and in the collective imagination no one would ever dream of using that color in a living space. Our interest in this work derives from two aspects: the clearance of black in interior design and the management of that same color in every micro-scene of the house.

The aesthetic commitment of the Tamizo Architects studio, based in Warsaw and Lodz, is aimed at demonstrating that black is never absolute. On the contrary, there are many modulations, in relation to the materials, the masses and the incidence on the surfaces of the different types of light.

The overall effect is that of a velvety space, with an even warm atmosphere, where black is interrupted here and there by light presences (for example the beige sofa and light gray floors).