È ARRIVATO IL CIRCO

FASHION | MOSCHINO

Il principale campo di applicazione (e di studio) del colore è sicuramente quello del fashion. E Moschino ribadisce questa attitudine nella collezione pre-fall 2022 che, già al suo recentissimo lancio, ha destabilizzato gli osservatori del settore.

Le linee dei capi sono ispirate al mondo del circo tradizionale. Ma Jeremy Scott, il direttore creativo della maison milanese, sceglie di sovradimensionare le tinte portandole in una dimensione delirante e ipnotica.

È sufficiente uno sguardo allo slideshow della collezione per coglierne l’indirizzo iper-pop e per essere travolti dalle cromie vibranti. Nel clash visivo e nell’euforia espressiva, non possiamo trascurare il coraggio nel riaffermare il potere evocativo del colore, tra richiami bollywoodiani, fumettistici e psichedelici.

La palette contamina ogni cosa, dalle borsette iconiche ai giubbini in pelle, fino ai capi da uomo, ben più difficili da conquistare.

 

The circus has arrived – The main field of application (and study) of color is certainly that of fashion. And Moschino reaffirms this attitude in the pre-fall 2022 collection which, already at its very recent launch, has destabilized the observers of the sector.

The lines of the garments are inspired by the world of the traditional circus. But Jeremy Scott, the creative director of the Milanese fashion house, chooses to stress the tints, bringing them into a delirious and hypnotic dimension.

A glance at the slideshow of the collection is enough to grasp its hyper-pop address and to be overwhelmed by the vibrant colors. In the visual clash and expressive euphoria, we cannot neglect the courage in reaffirming the evocative power of color, amidst Bollywood, comics and psychedelic references.

The palette contaminates everything, from iconic handbags to leather jackets, to menswear, much more difficult to conquer.

TUNNEL SENSORIALE

LIGHT ART | HOUSTON

“A volte un movimento sotterraneo è un ponte illuminato” è un’installazione site-specific nel tunnel che collega il Nancy and Rich Kinder Building e la Glassell School of Art al Museum of Fine Arts di Houston.

L’opera, progettata dallo Studio Olafur Eliasson, è composta da venti strutture poliedriche luminose. Ogni elemento contiene tre sorgenti a monofrequenza che emettono una lunghezza d’onda stretta di luce gialla, limitando la gamma spettrale alle sfumature di giallo e grigio. Questa scelta tecnica aumenta la capacità di percezione dei visitatori, dotandoli di un senso di visione iperdettagliata.

In due punti dei lucernari consentono l’accesso della luce naturale, filtrata da lastre di vetro viola, il cui effetto cambia costantemente in base alle condizioni ambientali esterne.

All’uscita, gli spettatori percepiscono il mondo in sfumature bluastre, una reazione automatica dell’occhio all’intensa stimolazione ottica dell’ambiente giallo.

 

Sensitive tunnel – “Sometimes an underground movement is an illuminated bridge” is a site-specific installation in the tunnel that connects the Nancy and Rich Kinder Building and the Glassell School of Art to the Museum of Fine Arts in Houston.

The work, designed by Studio Olafur Eliasson, is made up of twenty luminous polyhedral frames. Each element contains three mono-frequency sources that emit a narrow wavelength of yellow light, limiting the spectral range to shades of yellow and gray. This technical choice increases the perception capacity of visitors, endowing them with a sense of hyper-detailed vision.

In two points, as many skylights allow the access of natural light, filtered by sheets of purple glass, the effect of which changes constantly according to the external environmental conditions.

Upon exiting, viewers perceive the world in bluish shades, an automatic reaction of the eye to the intense optical stimulation of the yellow environment.

ROSA E IMPERSONALE…

RETAIL | JACQUEMUS

… ma anche celere e virale. Questi sono i tratti caratteristici della nuova invenzione commerciale (e comunicativa) dello stilista francese Simone Jacquemus, che ha appena presentato un nuovo concept store a Parigi.

Lo shop, aperto solo dal 3 al 5 dicembre scorsi a due passi dal Louvre, è stato dedicato esclusivamente alla nuova Bambino Long Bag, oltretutto presente in un solo colore: il rosa shocking. Ispirato ai negozi automatici h24 dedicati a cibo e bevande confezionati, il pop-up store è rimasto aperto a tutte le ore del giorno e della notte.

Quella stessa nuance ha inondato sia lo storage – decine di bacheche modulari, gestite mediante touch screen – sia la vetrina, affacciata sulla discreta rue Richelieu.

La cromaticità Instagram-friendly, la sovversione del format iper-comune e spesso anonimo del negozio automatico e il superamento del concetto classico della boutique, fanno di questo esperimento la nuova frontiera dello shopping.

 

Pink and impersonal – … But also fast and viral. These are the characteristic features of the new commercial (and communicative) invention of the French designer Simone Jacquemus, who has just presented a new concept store in Paris.

The shop, open only from 2 to 4 December close to the Louvre, was dedicated exclusively to the new Bambino Long Bag, moreover present in only one color: shocking pink. Inspired by the 24-hour automatic shops dedicated to packaged food and drinks, the pop-up store remained open at all hours of the day and night.

That same nuance flooded both the storage – dozens of modular showcases, managed by touch screens – and the shop window, overlooking the discreet rue Richelieu.

The Instagram-friendly chromaticity, the subversion of the hyper-common and often anonymous format of the automatic shop and the overcoming of the classic concept of the boutique, make this experiment the new frontier of shopping.