LA VOCE BIANCA

INTERIOR | TRIENNALE DI MILANO

Da poco più di un mese, Milano possiede uno spazio unico nel suo genere. Nei locali seminterrati della Triennale, che prima ospitavano un night club, vi è ora un’installazione permanente dedicata all’esplorazione del suono come elemento spaziale e architettonico. Concepita dall’architetto Luca Cipelletti come una “cattedrale del suono”, la sala di 330 metri quadrati appare oggi come un ambiente totalmente bianco, minimalista e privo di immagini, progettato per un ascolto concentrato.
Le sedute modulari verde scuro del designer Philippe Malouin rendono lo spazio flessibile e facilmente adattabile, oltre a controllare la diffusione del suono. Il progetto tratta il suono come struttura, un elemento in grado di plasmare l’esperienza percettiva e visiva.
Lo spazio, riportato alla struttura originale in cemento armato, si chiama “Voce” e opera attraverso una sintesi di discipline che rinuncia al primato dell’immagine. Solo il progetto illuminotecnico, curato da Anonima Luci, introduce sottili variazioni di tono senza interferire con l’attenzione.

The white voice – For just over a month, Milan has had a one-of-a-kind space. In the basement of the Triennale, which previously housed a nightclub, there is now a permanent installation dedicated to the exploration of sound as a spatial and architectural element. Conceived by architect Luca Cipelletti as a “cathedral of sound,” the 330-square-meter room now appears as a completely white, minimalist, and image-free environment, designed for concentrated listening.
The dark green modular seats by designer Philippe Malouin make the space flexible and easily adaptable, as well as controlling the diffusion of sound. The project treats sound as a structure, an element capable of shaping the perceptive and visual experience.
The space, restored to its original reinforced concrete structure, is called “Voce” and operates through a synthesis of disciplines that renounces the primacy of the image. Only the lighting project, curated by Anonima Luci, introduces subtle variations in tone without interfering with attention.