IL COLORE E LA SCENA
ART | DAVID HOCKNEY
È difficile incasellare criticamente l’opera di David Hockney, l’artista britannico scomparso pochi giorni fa. Tra Pop, Iperrealismo e Simbolismo, egli ha dato all’arte contemporanea un contributo del tutto personale, con scene oniriche, tese tra ottimismo e assenza.
Qui ci interessa riflettere come egli abbia affrontato la pittura di tipo figurativo con un piglio decisamente originale, staccandosi da gran parte delle ricerche e dalle sperimentazioni dei suoi colleghi del Dopoguerra, orientati alla dimensione aniconica e al concettualismo.
Hockney, trapiantato da lungo tempo nella California del Sud, ne trascrive il soleggiamento uniforme e brillante, che quasi azzera gli effetti chiaroscurali per mettere in primo piano i campi cromatici.
Nelle tele di Hockney troviamo relazioni tra colori improbabili. Chiazze pure e prove di profondità come se la composizione strizzasse l’occhio all’astrattismo. Il colore appiattisce la scena, creando palette ad alto potere emozionale.
Color and the scene – It’s difficult to critically classify the work of David Hockney, the British artist who passed away a few days ago. Between Pop, Hyperrealism, and Symbolism, he made a highly personal contribution to contemporary art, with dreamlike scenes poised between optimism and absence.
Here, we’re interested in reflecting on how he approached figurative painting with a decidedly original approach, distancing himself from much of the research and experimentation of his postwar colleagues, who oriented themselves toward aniconic art and conceptualism.
Hockney, a longtime Southern California resident, captures its uniform, bright sunlight, which almost eliminates chiaroscuro effects to foreground the chromatic fields.
In Hockney’s canvases, we find unlikely relationships between colors. Pure patches and attempts at depth seem to hint at abstraction. Color flattens the scene, creating palettes with a powerful emotional impact.





