COME VASI ROVESCIATI

ARCHITECTURE | HORMUZ

Lo studio iraniano Zav ha ultimato lo scorso anno la costruzione del Majara Residence, un villaggio davvero originale: 15 piccole case vacanza a tinte vibranti, pensate per accoglier i visitatori dell’isola di Hormuz, affacciata sul Golfo Persico. ⁠Questo nuovo insediamento turistico appare come un agglomerato un po’ biologico e un po’ tribale.

Il pensiero dei progettisti è molto chiaro, nonché saldamente legato all’identità del luogo: «Non si può cancellare il colore dall’isola di Hormuz, con la sabbia rossa delle sue spiagge che trasforma persino il blu del mare. Nemmeno quello dei suoi abitanti, per i quali i colori sono una forma di espressione, negli abiti, negli interni delle loro case e nel cibo».

Sul piano tipologico, le cupole richiamano i trulli pugliesi. Ma qui la ricerca cromatica è molto originale, dato che il colore inonda con asimmetria e casualità apparenti sia l’estradosso che l’interno, creando un paesaggio visivo di rara sensualità.

 

Like overturned pots – Last year, the Iranian studio Zav completed the construction of the Majara Residence, a really original village: 15 small holiday homes in vibrant colors, designed to welcome visitors to the island of Hormuz, overlooking the Persian Gulf. ⁠This new tourist settlement appears as a somewhat organic and a little tribal agglomeration.

The thinking of the designers is very clear, as well as firmly linked to the identity of the place: «You cannot erase the color from the island of Hormuz, with the red sand of its beaches that even transforms the blue of the sea. Not even that of its inhabitants, for whom colors are a form of expression, in clothes, in the interiors of their homes and in food ».

On the typological level, the domes recall the Apulian trulli. But here the chromatic research is very original, given that the color floods both the top surface and the interior with apparent asymmetry and randomness, creating a visual landscape of rare sensuality.

DA MANGIARE CON GLI OCCHI

PASTRY | ANNUSHKA

Nessuno avrebbe mai scommesso che le torte, un giorno, avrebbero fatto il proprio ingresso nel mondo del design. Succede anche grazie a un laboratorio di pasticceria di Mosca, che vende dolci e insegna a prepararli.

Con i lavori di Annushka il godimento è innanzitutto visivo. Niente barocchismi da vecchio pasticcere ma forme contemporanee. Sembrano perfino finte. Ogni ingrediente, a partire dai coloranti alimentari, è utilizzato con la massima padronanza e perizia tecnica per ottenere immagini perfino futuristiche, pop, couture…

Le superfici (liscissime) riescono perfino a essere decorate con incredibili giochi di gradient digitali o da squame ottenute con fettine di pera essiccate. Oltre a soddisfare la parte gustativa, queste sculture che presuppongono un’altissima preparazione estetica, sia in fatto di originalità sia quando imitano famose esperienze artistiche, come le geometrie di Mondrian o i cerchietti di Yayoi Kusama.

 

To eat with your eyes – No one would ever have bet that cakes would one day enter the world of design. It also happens thanks to a pastry shop in Moscow, which sells cakes and teaches how to prepare them.

With Annushka’s works, enjoyment is above all visual. No baroque style of an old pastry chef but contemporary forms. They even look fake. Each ingredient, starting from food dyes, is used with the utmost mastery and technical expertise to obtain even futuristic, pop, couture images…

The surfaces (very smooth) can even be decorated with incredible digital gradient games or with scales obtained with dried pear slices. In addition to satisfying the gustatory part, these sculptures require a very high aesthetic preparation, both in terms of originality and when they imitate famous artistic experiences, such as Mondrian’s geometries or Yayoi Kusama’s circles.

L’ARCOBALENO DENTRO

SITE SPECIFIC ART | GABRIEL DAWE

Nelle installazioni di Gabriel Dawe si intrecciano – è il caso di dirlo – tanti riferimenti culturali, dall’architettura al ricamo della tradizione messicana.

L’artista inonda gli spazi interni di fasci arcobaleno che sembrano avvolgere volumi e persone. Chiodi, fili colorati e torsioni geometriche ricreano la magia emozionale della luce rifratta sotto l’effetto della luce (preferibilmente ) naturale. Le opere della serie Plexus sono costituite da migliaia di filamenti di poliestere cucite dal pavimento al soffitto, per ricreare uno spettro di luce scomposto in 15 colori. I colori vivi delle sue installazioni site specific mutano in base al punto di osservazione e si dissolvono gli uni negli altri, creando illusioni ottiche.

Sono spesso commissioni temporanee site-specific che l’artista trasforma in “reliquie” quando le mostre sono finite.

L’arcobaleno, simbolo LGBTQ+, si conferma nell’arte di Dawe icona di una ribellione potente quanto pacifica.

 

The rainbow inside – In Gabriel Dawe’s installations, many cultural references are intertwined, from architecture to embroidery of the Mexican tradition.

The artist floods the interior spaces with rainbow beams that seem to envelop volumes and people. Nails, colored threads and geometric twists recreate the emotional magic of light refracted under the effect of (preferably) natural light. The works of the Plexus series are made up of thousands of polyester filaments sewn from floor to ceiling, to recreate a spectrum of light broken down into 15 colors. The vivid colors of his site specific installations change according to the point of observation and dissolve into each other, creating optical illusions. They are often site-specific temporary commissions that the artist transforms into “relics” when the exhibitions are over. The rainbow, an LGBTQ + symbol, is confirmed in Dawe’s art as an icon of a rebellion as powerful as it is peaceful.

COLORI E AROMI DAL GUATEMALA

PACKAGING | HOLA COFFEE

Hey Hola Coffee! Il marchio spagnolo ha appena lanciato un’edizione super limitata di miscela di caffè della linea Guatemala Linda.

Anziché ricadere nelle insidie di un packaging dal design folkroristico, l’azienda ha deciso di puntare su un’immagine originale, accattivante, che esprimesse sia la la tradizione caraibica che il cromatismo ispanico.

Per questo motivo, lo studio della grafica delle buste è stato affidato allo studio Hey, con sede a Barcellona, che ha interpretato l’incarico in chiave perfino artistica. Ogni busta presenta figure e colori diversi, pur contenendo lo stesso prodotto. Dato che l’acquisto avviene solo online, a ogni acquirente viene recapitata una versione a caso.

I quadri/busta sono realizzati a mano, in serigrafia. Spiegano le designer: « Noi, amanti del caffè, volevamo creare un pack design in modo che ogni busta fosse un pezzo esclusivo. Le opere d’arte vengono applicate a mano per creare l’intera famiglia di grafiche».

 

Colors and aromas from Guatemala – Hey Hola Coffee! The Spanish brand has just launched a super limited edition of the Guatemala Linda coffee blend.

Instead of falling back into the pitfalls of packaging with a folkloristic design, the company has decided to focus on an original, captivating image, which expresses both Caribbean tradition and Hispanic chromatism.

For this reason, the study of envelope graphics was entrusted to the Hey studio, based in Barcelona, which interpreted the assignment in an even artistic way. Each envelope has different shapes and colors, while containing the same product. Since the purchase takes place only online, a random version is delivered to each buyer.

The paintings / envelopes are made by hand, in screen printing. The designers explain: «We, coffee lovers, wanted to create a pack design so that each bag was an exclusive piece. The works of art are applied craftly to create the entire family of graphics».

CORSA VERSO LA RIVOLUZIONE

SNEAKERS | NIKE

Nike ha svelato la prima sneaker a mani libere, la GO FlyEase. Progettata sia per gli atleti che per le persone in movimento, è costruita attorno a una cerniera bistabile, che le consente di essere sicura sia in stato completamente aperto che completamente chiuso. Il progetto (super-innovativo) include un tallone Kickstand, che imita il modo di bloccare da dietro le scarpe senza deformarlo, e un “trampolino” che crea un plantare continuo per comfort e stabilità. Infine, una fascia tenditrice mantiene la scarpa nelle sue posizioni aperta o chiusa.

Proposta in due palette cromatiche, quella più chiara è una vera sinfonia di tinte pastello, assai luminose, giocate su uno spettro cromatico molto ampio, compreso l’accento verde fluo.

Ogni componente si distingue dall’altro proprio grazie al colore, in una sorta di scomposizione anatomica, dentro e fuori dal piede.

 

Race towards the revolution – Nike unveiled the first hands-free sneaker, the GO FlyEase. Designed for both athletes and people on the go, it is built around a bistable hinge, which allows it to be secure in both fully open and fully closed states. The design includes a Kickstand heel, which mimics the way to block from behind shoes without deforming it, and a “trampoline” that creates a continuous footbed for comfort and stability. Finally, a tension band keeps the shoe in its open or closed positions.

Proposed in two color palettes, the lighter one is a real symphony of pastel shades, very bright, played on a very wide chromatic spectrum, including the fluorescent green accent.

Each component stands out from the other thanks to its color, in a sort of anatomical decomposition, inside and outside the foot.

SHOCKING THAI

INTERIOR | BRISBANE

Il ristorante tailandese Ping Pong a Brisbane, in Australia, è caratterizzato da un menu divertente e da interni iper-rosa. Lo studio Derlot è stato incaricato di tutti gli aspetti del design, compresi gli interni, i mobili su misura, lighting e branding.

La parte principale del ristorante è una vera e propria festa sensoriale, con oltre 300 lampade a sospensione sferiche che evidenziano i dettagli effervescenti sia dei piatti che degli spazi.

Il rosa shocking è stato selezionato attentamente, in chiave personalizzata, e applicato a ogni elemento d’arredo e di finitura: le sedie Picket, i tessuti, la tinteggiatura delle pareti e la resina del pavimento.

A quell’esperienza monocolore si contrappone la sala Jungle, giocata sui toni del verde, sulle stampe vegetali e sulle luci basse. Essa rappresenta la “zona tranquilla” per i commensali: nascosta dalla vista principale, una zona-pranzo segreta.

 

Shocking Thai – Ping Pong Thai restaurant in Brisbane, Australia features a fun menu and an hyper-pink interior. The Derlot studio was in charge of all aspects of the design, including interiors, bespoke furniture, lighting and branding.

The main part of the restaurant is a real sensory feast, with over 300 spherical pendant lamps that highlight the effervescent details of both the dishes and the spaces.

The shocking pink was carefully selected, in a personalized way, and applied to every furnishing and finishing element: the Picket chairs, the fabrics, the painting of the walls and the resin of the floor.

The Jungle room contrasts with that one-color experience, played on shades of green, plant prints and low lights. It represents the “quiet zone” for diners: hidden from the main view, a secret dining area.

SCALA VERDE

INTERIOR | DE NIEUWE CONTEXT

L’ex laboratorio di un artista vetraio, ubicato a Bunde, vicino a Maastricht, è stato trasformato in una guest house su progetto dello studio De Nieuwe Context. L’impegno dei due progettisti è stato quello di mantenere l’identità originaria di officina.

Lo spazio è ora una scatola bianca a doppia altezza, con arredi in legno naturale, molto semplici e rétro. La scena domestica è però dominata da un volume verde chiaro in legno laccato, che assolve a un doppio ruolo: è una scala per accedere al soppalco e simultaneamente un ampio mobile da cucina. Attrezzature e funzioni sono occultate da ante, le cui fughe compongono un lieve pattern geometrico.

Tanta luce, continuità visiva, arredi tradizionali e una coraggiosa nota cromatica compongono uno spazio di evidente matrice nordeuropea, dove memoria e contemporaneità trovano un brillante punto d’incontro.

 

A vital staircase – The former workshop of a glass artist, located in Bunde, near Maastricht, has been transformed into a guest house designed by the De Nieuwe Context studio. The commitment of the two designers was to maintain the original workshop identity.

The space is now a double-height white box, with natural wood furnishings, very simple and retro. The domestic scene is however dominated by a light green volume in lacquered wood, which fulfills a double role: it is a staircase to access the mezzanine and simultaneously a large kitchen cabinet. Equipment and functions are hidden by doors, whose joints make up a slight geometric pattern.

Lots of light, visual continuity, traditional furnishings and a bold chromatic note make up a space with an evident Northern European matrix, where memory and contemporaneity find a brilliant meeting point.

LA CASA DELLE BICI

WALL PAINTING | JAN VAN DER PLOEG

A 7 anni dalla sua inaugurazione, il Tranferium di Nijmegen rappresenta uno dei più importanti interventi nell’ambito delle infrastrutture di trasporto pubblico nei Paesi Bassi.

L’enorme parcheggio di biciclette fa parte del complesso della stazione centrale, nel sotterraneo di un edificio alto 15 piani destinato a residenza per studenti.

La qualificazione estetica degli spazi interni del deposito è stata affidata a Jan van der Ploeg, uno dei massimi pittori olandesi contemporanei. Attraverso un’estesissima applicazione cromatica, l’artista inonda di colori esplosivi pavimenti, soffitti e pilastri per un totale di diverse migliaia di metri quadri.

La disposizione rettilinea delle rastrelliere viene contraddetta da macro-campiture sghembe, che conferiscono all’ambiente un forte effetto tridimensionale.

A dispetto della sua tecnicità e della sua funzione “di massa”, questo intervento approda a una condizione immersiva, dove le tinte sature si coniugano con un’illuminazione brillante.

 

The bike house – Seven years after its inauguration, the Nijmegen Tranferium represents one of the most important interventions in the field of public transport infrastructure in the Netherlands.

The huge bicycle park is part of the central station complex, in the basement of a 15-storey high building used as a student residence.

The aesthetic qualification of the interior spaces of the warehouse was entrusted to Jan van der Ploeg, one of the greatest contemporary Dutch painters. Through a very extensive chromatic application, the artist floods floors, ceilings and pillars with explosive colors for a total of several thousand square meters.

The rectilinear arrangement of the racks is contradicted by skewed macro-backgrounds, which give the environment a strong three-dimensional effect.

In spite of its technicality and its “mass” function, this intervention reaches an immersive condition, where saturated colors are combined with brilliant lighting.

CAFFÈ TRA I GIOIELLI

RETAIL | CROSBY STUDIOS

Natalia Bryantseva, fondatrice e direttrice creativa della gioielleria russa Avgvst, ha sempre sognato di aprire un negozio dotato di caffetteria, anche nella convinzione di accrescere l’afflusso della clientela. Questo intento si è concretizzato nel nuovo flagshipstore di San Pietroburgo, di cui Crosby Studios ha progettato l’“esperienza totale”.

Il negozio è frazionato in tre aree, destinate rispettivamente alla vendita, alla reception e al bar.
I punti di ispirazione sono la cappella Notre Dame du Haut di Le Corbusier e il vaso curvo di Alvar Aalto. Ma quei riferimenti vengono interpretati in chiave assolutamente personale proprio grazie all’uso del colore.

Le superfici dei locali vengono trattate a effetto cemento umido, mentre ogni elemento di arredo (comprese le quinte ondulate che raccordano fra loro le tre zone) è giallo acido. Un match esplosivo e originalissimo, riconducibile a un assemblaggio di scatole grezze in cui vengono collocati pochi oggetti in forte risalto.

 

Coffee among the jewels – Natalia Bryantseva, founder and creative director of the Russian jewelry Avgvst, has always dreamed of opening a shop with a cafeteria, also in the belief of increasing the influx of customers. This intent has materialized in the new St. Petersburg flagship store, of which Crosby Studios has designed the “total experience”.

The shop is divided into three areas, intended respectively for sales, the reception and the bar.

The points of inspiration are the Notre Dame du Haut chapel by Le Corbusier and the curved vase by Alvar Aalto. But those references are interpreted in an absolutely personal way through to the use of color. The surfaces of the rooms are treated with a wet concrete effect, while every furniture element (including the wavy quints that connect the three areas together) is acid yellow. An explosive and highly original match, attributable to an assembly of raw boxes in which a few objects are placed in strong prominence.

CENT’ANNI DI COLORE

FASHION | MISSONI

Nel mondo della moda, l’idea stessa del colore coincide con il nome di Missoni, la cui riconoscibilità risiede proprio nei fantasmagorici pattern cromatici applicati soprattutto nella maglieria.

Torniamo a parlarne poiché lo scorso 11 febbraio Ottavio Missoni, fondatore dell’azienda assieme a sua moglie Rosita, avrebbe compiuto 100 anni. Lontano dal glamour milanese, il “grande vecchio” del Made in Italy – fu un pioniere della moda industrializzata già negli anni ’50 – Missoni concepiva il prodotto come risultato di processi emotivo-percettivi da un lato, ma dall’altro come di un’interazione con i fermenti artistici del dopoguerra, in particolare la pittura astratto-geometrica.

Tra pennarelli e fogli a quadretti, “Tai” amava create personalmente i pattern che poi sarebbero diventati golf, abiti da sera, sciarpe e perfino arazzi (per Saporiti, negli anni ’80).

Missoni ha trasformato il colore come un linguaggio universale, capace di sopravvivere alle trasformazioni del gusto e dei consumi.

 

Hundred years of color – In the world of fashion, the own idea of color coincides with the name of Missoni, whose recognizability lies precisely in the phantasmagoric chromatic patterns applied especially in knitwear.

We talk about it again because on 11 February Ottavio Missoni, founder of the company together with his wife Rosita, would have turned 100. Far from the Milanese glamor, the “great old man” of Made in Italy – he was a pioneer of industrialized fashion as early as the 1950s – Missoni conceived the product as the result of emotional-perceptive processes on the one hand, but on the other as a interaction with the artistic ferments of the postwar period, in particular abstract-geometric painting.

Between felt-tip pens and squared paper, “Tai” loved to personally create the patterns that would later become sweaters, evening dresses, scarves and even tapestries (for Saporiti, in the 1980s).

Missoni has transformed color as a universal language, capable of surviving the transformations of style and consumption.