IMPRONTE SULLA MATERIA

CERAMICS | COBALT & KIN

Formatasi come incisore al Sydney College of the Arts, Chrystie Longworth è stata poi ossessionata dall’argilla, tanto da esplorarne, negli ultimi 15 anni, le sue infinite possibilità.

Il suo marchio Cobalt & Kin è stato forgiato con il mantra “Treasures Worth Keeping”, dove tutti i pezzi sono intrisi di una sensazione di fatto a mano.

Non interessata a competere con la “perfezione” degli oggetti realizzati a macchina, Chrystie è più interessata ai piccoli dettagli che fanno cantare davvero un manufatto.

Anche la collezione di stoviglie proposta di recente rivela questo approccio all’artigianato. Per la realizzazione di piatti, vassoi e ciotole la designer ha rinunciato a ogni strumento meccanico, tornio in primis. Il suo codice espressivo risiede proprio nella irregolarità e nella varietà cromatica, amplificata dalle impronte dei polpastrelli che fanno vibrare la materia.

 

Fingerprints on material – Trained as an engraver at the Sydney College of the Arts, Chrystie Longworth has since become obsessed with clay, so much so that she has been exploring its infinite possibilities over the past 15 years.

Her brand Cobalt & Kin has been forged with the “Treasures Worth Keeping” mantra, where all her pieces are infused with a handmade feel.

Not interested in competing with the “perfection” of machine-crafted objects, Chrystie is more interested in the little details that really make an artifact sing.

The recently proposed tableware collection also reveals this approach to craftsmanship. For the creation of plates, trays and bowls, the designer has renounced any mechanical tool, especially the lathe. Her expressive code lies precisely in the irregularity and chromatic variety, amplified by the imprints of the fingertips that make the material vibrate.

COMFORT ALLO STATO PURO

SITE SPECIFIC | FOSBURY ARCHITECTURE

 

Questo progetto di Fosbury Architecture rivendica la riappropriazione dello spazio domestico in chiave ludica. Una volta che la maggior parte delle azioni quotidiane (mangiare, giocare, fare la spesa, ecc.) può essere esternalizzata, il design degli interni può essere liberato dal funzionalismo e adattato ai rituali puri.

L’installazione è concepita come una serie di volumi che interpretano le abitudini più convenzionali (dormire, conversare, rilassarsi, ecc.) attraverso volumi elementari che fungono da supporto espositivo e pratico.

Questa scena abitativa – dai caratteri assai radicali, a dire il vero – è concepita come un interno monomaterico e monocromo rivestito di pelliccia sintetica, assunta come sinonimo di comfort e di intimità. Un unico ambiente immersivo accoglie un’ampia gamma di occupazioni informali nella Galleria Magazin di Vienna. L’intrattenimento è affidato a una serie di cortometraggi, vere e proprie performance filmiche di vari autori.

 

Pure comfort – This project by Fosbury Architecture claims the re-appropriation of domestic space in a playful key. Once most of the daily actions (eating, playing, shopping, etc.) can be outsourced, interior design can be freed from functionalism and adapted to pure rituals.

The installation is conceived as a series of volumes that interpret more conventional habits (sleeping, conversing, relaxing, etc.) through elementary volumes that act as display and practical support.

This living scene – with very radical characteristics, to tell the truth – is conceived as a mono-material and monochrome interior covered in synthetic fur, taken as a synonym of comfort and intimacy. A single immersive environment accommodates a wide range of informal occupations in the Gallery Magazin Vienna. Entertainment is entrusted to a series of short films, real filmic performances by various authors.

ROSA COME LA PANTERA

RETAIL | BALENCIAGA

Lo scorso aprile è apparsa un’altra “invenzione” della maison Balenciaga. Il direttore creativo Demna Gvasalia ha voluto un restyling del tutto particolare (e temporaneo) dello store di Londra, in Mount Street. Per promuovere la nuova versione di Le Cagole, la borsetta iconica del marchio parigino, il negozio è stato rivestito completamente da pelliccia sintetica a pelo lungo di color rosa. Pavimento, pareti, espositori, sedute e scaffali hanno assunto così un effetto tattile e visivo assai audace, capace di travolgere il cliente in un trip polisensoriale.

L’uso di questo materiale non è affatto nuovo – si pensi ai gruppi radicali degli anni ’60 e ’70 – ma in questa realizzazione esso appare totalizzante e immersivo, soprattutto grazie alla tinta unita, percepibile anche dalla strada, attraverso le vetrine.

 

Pink like the panther – Last April, another “invention” from the Balenciaga Maison appeared. The creative director Demna Gvasalia wanted a very special (and temporary) restyling of the London store, in Mount Street. To promote the new version of Le Cagole, the Parisian brand’s iconic handbag, the store was completely covered in long-haired pink synthetic fur. Floor, walls, displays, seats and shelves have thus taken on a very bold tactile and visual effect, capable of overwhelming the customer in a multi-sensory trip.

The use of this material is by no means new – think of the radical groups of the 1960s and 1970s – but in this creation it appears all-encompassing and immersive, above all thanks to the solid colour, which can also be perceived from the street, through the shop windows.

CAVERNE ESOTERICHE

ARCHITECTURE | GOETHEANUM

Il Goetheanum è un edificio monumentale progettato da Rudolf Steiner, che ne fu anche il fondatore. Egli definì lo definì come “un edificio vivente posto all’interno di un corpo plastico”: la plasticità delle forme deriva da un uso organico e visionario del cemento armato a vista, al tempo un materiale del tutto eterodosso.

Si trova a Dornach (nei pressi di Basilea, Svizzera) e rappresenta una delle rare architetture del filone espressionista. A quasi un secolo dalla sua inaugurazione è un’opera poco conosciuta. Oggi è un centro congressi, ma in origine era un centro di studi antroposofici.

I volumi interni, flessuosi e dinamici, sono stati decorati – non sappiamo se su indicazione di Steiner o se in virtù di interpretazioni successive – con colori intensi ma sbiaditi, rarefatti disomogenei, che creano l’immagine di caverne artificiali, da forte coinvolgimento spirituale.

 

Esoteric caves – The Goetheanum is a monumental building designed by Rudolf Steiner, who was also its founder. He defined it as “a living building placed inside a plastic body”: the plasticity of the forms derives from an organic and visionary use of exposed reinforced concrete, at the time a completely heterodox material.

It is located in Dornach (near Basel, Switzerland) and represents one of the rare architectures of the expressionist vein. Almost a century after its inauguration, it is a little known work. Today it is a congress center, but it was originally a center of anthroposophical studies.

The internal volumes, supple and dynamic, have been decorated – we do not know if on the recommendation of Steiner or if by virtue of subsequent interpretations – with intense but faded colors, rarefied and inhomogeneous, which create the image of artificial caves, with a strong spiritual involvement.

SHOCKING TERRACE

SET UP | MVRDV

Alcuni mesi fa l’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam ha annunciato con orgoglio The Podium: una spettacolare piattaforma sulla sommità dello stesso centro culturale che, per la prima volta, si è resa accessibile al pubblico.

La stupefacente installazione rosa fluo, raggiungibile mediante un’apposita e imponente scala esterna, è stata progettata da MVRDV, uno dei più importanti studi di architettura olandesi.

Aperta dal 1 giugno al 17 agosto 2022, The Podium ha offerto un’opportunità “panoramica” per vivere l’architettura, la città, il Parco dei Musei e l’istituto da una prospettiva completamente nuova, in un imponente gioco tridimensionale. Questo palcoscenico cittadino occupava il tetto a un’altezza di 29 metri. Oltre ad accogliere una mostra interattiva i primi lavori di MVRDV, ha ospitato numerose iniziative culturali e multidisciplinari per gran parte dell’estate.

La scelta cromatica che connota questo intervento temporaneo vede l’affermazione del rosa shocking come tinta di tendenza.

 

Shocking terrace – A few months ago, the Het Nieuwe Instituut in Rotterdam proudly announced The Podium: a spectacular platform on the top of the same cultural center which, for the first time, became accessible to the visitors.

The amazing fluorescent pink installation, accessible via a special and impressive external staircase, was designed by MVRDV, one of the most important Dutch architectural firms.

Open from 1 June to 17 August 2022, The Podium offered a “panoramic” opportunity to experience architecture, the city, the Museum Park and the institute from a completely new perspective, in an impressive three-dimensional game. This city stage occupied the roof at a height of 29 meters. In addition to hosting an interactive exhibition of MVRDV’s first works, it hosted numerous cultural and multidisciplinary initiatives for most of the summer.

The chromatic choice that characterizes this temporary intervention sees the affirmation of shocking pink as a trendy color.

IL CAFFÈ DISTOPICO

INTERIOR | HARRY NURIEV

Crosby Studios presenta Café 2046, un locale dal sapore cyberpunk aperto di recente a Mosca.

Acciaio, cemento, pannelli LED e superfici verde neon compongono la tavolozza inaspettata per l’ultimo progetto dell’artista e architetto Harry Nuriev, attivo a New York e a Mosca. Prende il nome dal film di fantascienza di Wong Kar-Wai del 2004, intitolato appunto “2046”. Lo spazio è una “combinazione di realtà e realtà virtuale” e offre caffè e prodotti da forno in un ambiente allettante ma distopico.

Nuriev, noto per la sua etica del design all’avanguardia, è stato nominato un’autorità globale nel minimalismo e lodato per la sua capacità di creare spazi accattivanti per l’era di Instagram. Il designer utilizza spesso colori audaci nelle sue opere monocromatiche, ma il verde neon, “un colore che si vede raramente negli interni”, ha offerto una sfida unica che intende spingere l’esperienza visiva in un’estesa varietà di luoghi.

 

Distopic coffee – Crosby Studios presents Café 2046, a recently opened space with a cyberpunk flavor in Moscow.

Steel, concrete, LED panels and neon green surfaces make up the unexpected palette for the latest project by the artist and architect Harry Nuriev, active in New York and Moscow. It takes its name from the 2004 science fiction film by Wong Kar-Wai, entitled “2046”. The space is a “combination of reality and virtual reality” and offers coffee and baked goods in a tempting but dystopian setting.

Nuriev, known for his cutting-edge design ethic, has been named a global authority in minimalism and praised for his ability to create eye-catching spaces for the Instagram era. The designer often uses bold colors in his monochromatic works, but neon green, “a color that is rarely seen in interiors”, offered a unique challenge that intends to push the visual experience into a wide variety of places.

DA MEMPHIS ALLE HAWAII

ARCHITECTURE | ETTORE SOTTSASS JR.

Nell’immaginario collettivo, l’opera di Ettore Sottsass jr. coincide soprattutto con l’ambito del design d’arredo, e in particolare con l’esperienza del marchio Memphis. Per contro, restano abbastanza sconosciuti i suoi progetti di architettura, realizzati per lo più all’estero.

Uno dei lavori più interessanti e più riconoscibili del maestro è la Olabuenaga House a Maui, nelle Hawaii. L’edificio (1989/’97), esprime piena coerenza con il mondo estetico del progettista, che lo concepisce come un incastro complesso di parallelepipedi colorati.

Ma non si tratta di un puro esercizio formale. Il gioco di sfalsamenti e asimmetrie rispecchia l’organizzazione funzionale interna.

Ovviamente la palette cromatica è quella che ritroviamo nei progetti coevi dello stesso Sottsass e di gran parte della corrente postmoderna. Tinte nette e vivaci come il rosso, il verde, il giallo e il bianco caratterizzano anche l’interno (con l’aggiunta di rosa, azzurro e altre declinazioni pastello), che appare simultaneamente friendly e schematico.

 

From memphis to hawaii – In the collective imagination, the work of Ettore Sottsass jr. coincides above all with the field of furniture design, and in particular with the experience of the Memphis brand. On the other hand, his architectural projects, mostly made abroad, remain quite unknown.

One of the master’s most interesting and most recognizable works is the Olabuenaga House in Maui, Hawaii. The building (1989/97) expresses full coherence with the aesthetic world of the designer, who conceives it as a complex interlocking of colored parallelepipeds.

But this is not a mere formal exercise. The game of offsets and asymmetries reflects the internal functional organization.

Obviously the color palette is the one we find in contemporary projects by Sottsass himself and most of the postmodern current. Clear and lively colors such as red, green, yellow and white also characterize the interior (with the addition of pink, light blue and other pastel shades), which appears simultaneously friendly and schematic.

MIAMI VISIONARIA

ARCHITECTURE | KARIM RASHID

Le saltuarie incursioni di Karim Rashid nell’ambito dell’architettura – che finora non hanno pressoché trovato realizzazione – sono una trasposizione provocatoria del suo tipico linguaggio. Sono spesso proposte a-scalari, che appaiono come grandi “oggetti” psichedelici privi di ogni legame con il contesto, però capaci di scardinare le regole consolidate dei luoghi e del paesaggio urbano.

Tuttavia il nuovo edificio polifunzionale, battezzato Kollekte, che il designer anglo-egiziano ha concepito per il la città di Miami. Esso nasce dalla sovrapposizione asimmetrica di singoli parallelepipedi, ciascuno caratterizzato da una grande vetrate dal perimetro sinuoso e variamente sagomate. Oltre a stabilire un legame prospettico ben preciso con il paesaggio – attraverso l’ampio affaccio sul mare – Karim richiama esplicitamente la tradizione cromatica della città… quella dei colori luminosi derivati dal periodo déco, con cui egli differenzia un volume dall’altro.

 

Visionary Miami – Karim Rashid’s occasional forays into architecture – which so far have hardly been realized – are a provocative transposition of his typical language. They are often a-scalar proposals, which appear as large psychedelic “objects” devoid of any connection with the context, but capable of unhinging the consolidated rules of places and the urban landscape.

However, the new multifunctional building, christened Kollekte, which the Anglo-Egyptian designer conceived for the city of Miami. It arises from the asymmetrical superimposition of single parallelepipeds, each characterized by a large glass window with a sinuous and variously shaped perimeter. In addition to establishing a very precise perspective link with the landscape – through the wide view of the sea – Karim explicitly recalls the chromatic tradition of the city … that of the luminous colors derived from the Deco period, with which he differentiates one volume from another.

RESINA IN PASSERELLA

SET UP | GAETANO PESCE + BOTTEGA VENETA

La recente fashion week milanese ha visto la collaborazione tra un brand del lusso e un gigante del design italiano.

Bottega Veneta ha affidato a Gaetano Pesce l’allestimento della sala in cui ha sfilato la collezione primavera 2023. Il designer ha creato una vera a propria installazione site-specific con la materia che da decenni contraddistingue il suo lavoro a cavallo tra arte e progetto: la resina.

Sul pavimento ha fatto colare i polimeri in versione fluida in modo da creare enormi chiazze di diversi colori, ritoccate con dettagli pittorici. Lo stesso procedimento è stato applicato alle decine di sedie destinate agli spettatori, ognuna diversa dall’altra per tinta e conformazione delle macchie.

A sala vuota l’occhio percepisce il caleidoscopio cromatico, in gioco che riassume la ricerca espressiva e materica di Gaetano Pesce, in un conflitto tra allestimento provvisorio e durevolezza.

 

Resin on the catwalk – The recent Milan fashion week saw the collaboration between a luxury brand and an Italian design giant.

Bottega Veneta has entrusted Gaetano Pesce with the set up of the room in which he showed the spring 2023 collection. The designer has created a real site-specific installation with the material that has distinguished his work for decades between art and design: the resin.

On the floor he poured the polymers in a fluid version to create huge patches of different colors, retouched with pictorial details. The same procedure was applied to the dozens of chairs intended for spectators, each different from the other in color and shape of the spots.

When the room is empty, the eye perceives the chromatic kaleidoscope, at play that summarizes the expressive and material research of Gaetano Pesce, in a conflict between provisional setting and durability.

PRANZO A OZ

INTERIOR | LI XIANG

Sembra che la designer Li Xiang abbia la fiaba nelle vene. Nelle sue realizzazioni, quasi tutte a carattere collettivo, regna un’atmosfera surreale, vicina alle ambientazioni cinematografiche del Mago di Oz.

Lo dimostra anche il ristorante Meland, a Wuhan, in Cina. Sebbene attestato nella categoria luxury, si propone come un’interessante formula di intrattenimento per famiglie, in cui coniugare cibo, gioco e spettacolo visivo. Il paesaggio è dominato da arredi giocosi e da elementi decorativi sognanti, in cui si alternano tinte pastello e toni più audaci.

Le colonne simili a camini sono ricoperte di bolle trasparenti in policarbonato rosa pallido, al cui interno si trova l’area giochi per i bambini. Lì attorno sono distribuiti i tavoli da pranzo, soluzione che rende più facile per i genitori la sorveglianza.

 

Lunch in Oz – It seems that designer Li Xiang has a fairy tale in her veins. In her creations, almost all of a collective nature, a surreal atmosphere reigns, close to the cinematic settings of the Wizard of Oz.

This is also demonstrated by the Meland restaurant in Wuhan, China. Although certified in the luxury category, it is proposed as an interesting entertainment formula for families, in which to combine food, games and visual entertainment. The landscape is dominated by playful furnishings and dreamy decorative elements, in which pastel shades alternate with bolder tones.

The chimney-like columns are covered with transparent bubbles in pale pink polycarbonate, inside which is the children’s play area. The dining tables are scattered around there, a solution that makes surveillance easier for parents.