INDOOR STREETSTYLE

PUBLIC SPACE | ROUBAIX

L’artista anglo-nigeriano ha disegnato recentemente Colorama skatepark nella città di Roubaix, nell’estremo nord della Francia. La sua matrice stilistica africana riaffiora nella scelta di grafismi semplici e di colori accesi, perfettamente in sintonia con l’immaginario giovanile.

Questa nuova funzione si insedia all’interno del centro culturale La Condition Publique, in un magazzino ottocentesco ritmato da pilastri. La preesistenza architettonica viene pienamente rispettata, nonostante l’inserimento dei dispositivi e delle piste per le corse in skateboard. Sono soprattutto questi ultimi elementi a essere inondati da colori squillanti ed energetici, valorizzati da un’illuminazione brillante.

Il fatto di intervenire in uno spazio chiuso, assieme alla forza cromatica del paesaggio, rafforza il senso della comunità urbana e dell’identificazione.

 

Indoor streetstyle – The Anglo-Nigerian artist recently designed Colorama skatepark in the city of Roubaix, in the far north of France. His African stylistic matrix resurfaces in the choice of simple graphics and bright colors, perfectly in tune with the youthful imagination.

This new function takes place within the La Condition Publique cultural center, in a nineteenth-century warehouse punctuated by pillars. The architectural pre-existence is fully respected, despite the inclusion of devices and tracks for skateboard racing. It is above all these latter elements that are flooded with bright and energetic colors, enhanced by bright lighting.

The fact of intervening in an enclosed space, together with the chromatic force of the landscape, strengthens the sense of the urban community and of identification.

MATERIA DA POLTRONA

FURNITURE | BERLUTI

Appuntamento celebrativo in casa Berluti, nello store parigino di Faubourg Saint Honoré, per scoprire l’eccezionale universo lifestyle della casa. Attraverso un’esposizione concepita come uno spazio intimo, la maison parigina – fondata da un calzolaio italiano a fine ‘800 – celebra il valore del cuoio patinato come espressione di un preciso “savoir faire” artigianale. Nell’iniziativa “The Art of Craftsmanship” emerge la Marbeuf Club Chair, vestita in piena pelle Venezia con una dimostrazione della potenza iconografica della patina, dai colori intensi tipici della città di Chandigarh: Pinjore Garden Green, Utopía Blue, Nespola Orange, Rose Garden Pink e Sukhna Sunset Purple.

Questa poltrona era già stata istituita negli anni ’60 nella boutique per offrire comfort ai clienti durante lo shopping. E oggi è stata rilanciata per volontà di Kris van Assche, direttore creativo del marchio.

 

Armchair matter – Celebratory appointment at the Berluti house, in the Parisian store of Faubourg Saint Honoré, to discover the exceptional lifestyle universe of the house. Through an exhibition conceived as an intimate space, the Parisian maison – founded by an Italian shoemaker at the end of the 19th century – celebrates the value of patinated leather as an expression of a precise artisan “savoir faire”. In the initiative “The Art of Craftsmanship” the Marbeuf Club Chair emerges, dressed in full Venezia leather with a demonstration of the iconographic power of the patina, in the intense colors typical of the city of Chandigarh: Pinjore Garden Green, Utopía Blue, Nespola Orange, Rose Garden Pink and Sukhna Sunset Purple.

This armchair had already been set up in the 1960s in the boutique to offer comfort to customers while shopping. And today it was relaunched by the will of Kris van Assche, creative director of the brand.

L’ABITO CHE FA IL TELEFONO

RETAIL | CASETIFY

Per il lancio dell’ iPhone 12, Casetify ha reinventato l’esperienza della vendita al dettaglio di accessori per la telefonia mobile. Per il restyling del proprio flaghipstore di Hong Kong, dove l’azienda ha sede, il marchio ha collaborato con Harry Nuriev di New York e con i Crosby Studios di Mosca.

Ispirato alle astronavi raffigurate nel cinema di Hollywood, il nuovo design del negozio trae influenza da varie narrazioni di fantascienza e di cyber-fantasy per fonderli agli elementi del mondo digitale e fisico.

Utilizzando i colori distintivi del marchio Casetify, il team di Crosby ha suddiviso lo spazio in diverse zone a blocchi di colore, che scorrono l’una nell’altra per formare un gradiente continuo. Il negozio replica un accogliente spazio comunitario, invitando i visitatori a creare e a personalizzare i device, con aree per la ricarica (letteralmente e figurativamente).

 

The dress that makes the phone – For the launch of the iPhone 12, Casetify has reinvented the retail experience of mobile phone accessories. For the restyling of its flagship store in Hong Kong, where the company is based, the brand collaborated with Harry Nuriev of New York and with Crosby Studios in Moscow.

Inspired by the spaceships depicted in Hollywood cinema, the store’s new design draws influence from various science fiction and cyber-fantasy narratives to blend them with elements of the digital and physical world.

Using the distinctive colors of the Casetify brand, the Crosby team divided the space into several color-blocking zones, which flow into each other to form a continuous gradient. The store replicates a welcoming community space, inviting visitors to create and customize devices, with areas for recharging (literally and figuratively).

QUADRATI AL PISTACCHIO

WALL PAINTING | RHYS DOUGLAS FARRELL

L’affascinante mondo dell’Optical ritorna grazie alla ricerca di Rhys Douglas Farrell, artista emergente che vive e lavora a Calgary, Canada. Il suo lavoro è una combinazione di colori e ritmi geometrici, spesso complessi, che si traducono in quadri o in wall painting.

Gradations of Gratitude è il titolo di una sua recente commissionata da un gallerista della sua città natale, impegnato nella creazione di una vera e propria galleria a cielo apertio di opere murali. Qui Farrell agisce in un contesto molto particolare. Dipinge personalmente con l’acrilico la facciata di un minuscolo edificio in mattoni inglobato tra i grattacieli.

Per la scelta dei colori, l’artista ha dichiarato di ispirarsi al pistacchio in pasticceria. E difatti troviamo dei quadrati concentrici in gradazioni cromatiche del verde…

Proprio perché l’opera è nascosta, provoca un forte impatto emozionale per le poche persone che hanno accesso al cortile.

 

Squares with pistachio – The fascinating world of Optical returns thanks to the research of Rhys Douglas Farrell, an emerging artist who lives and works in Calgary, Canada. His work is a combination of colors and geometric rhythms, often complexes, which result in canvas or wall painting.

“Gradations of Gratitude” is the title of one of his recently commissioned by a gallerist in his hometown, engaged in the creation of a real open-air gallery of murals. Here Farrell acts in a very particular context. He personally paints the facade of a tiny brick building incorporated between skyscrapers with acrylic.

For the choice of colors, the artist said he was inspired by pistachio in pastry. And in fact we find concentric squares in shades of green …

Precisely because the work is hidden, it causes a strong emotional impact for the few people who have access to the courtyard.

IL SILENZIO È BIANCO

ARCHITECTURE | FRAN SILVESTRE

Il progetto di questa villa fa convivere lo studio di un musicista con la sua abitazione. Situato in una zona residenziale vicino a Valencia, l’edificio si presenta come un volume regolare e rigido contenuto in un recinto di cemento.

Il pianterreno, con muri grigio chiaro, è fortemente estroverso e dialoga con la piscina e il giardino. Ma il piano superiore, che ospita la zona notte, è totalmente bianco e introverso e dialoga solo con il cielo. Lo spazio è organizzato secondo un’articolata compenetrazione tra corridoi, patii, vetrate e stanze.

Il vuoto è protagonista. Il silenzio, voluto dal proprietario per ragioni acustiche, è tradotto anche nella percezione dello spazio. L’uso del bianco genera un gioco metafisico di luci e ombre, di vuoto e pieno, dissolvendo ogni rigida delimitazione tra una zona e l’altra.

Il disegno di questa villa si colloca sulla scia del minimalismo architettonico, ma il risultato emozionale è assolutamente massimalista.

 

Silence is white – The design of this villa brings together a musician’s studio with his home. Located in a residential area near Valencia, the building looks like a regular and rigid volume contained in a concrete enclosure.

The ground floor, with light gray walls, is strongly extroverted and communicates with the swimming pool and the garden. But the upper floor, which houses the sleeping area, is totally white and introverted and communicates only with the sky. The space is organized according to an articulated interpenetration between corridors, patios, windows and rooms.

The void is the protagonist. The silence, desired by the owner for acoustic reasons, is also translated into the perception of space. The use of white generates a metaphysical game of light and shadow, of emptiness and fullness, dissolving any rigid delimitation between one area and another.

The design of this villa follows in the wake of architectural minimalism, but the emotional result is absolutely maximalist.

TRA POESIA E ARTIFICIO

VISUAL DESIGN | MARINA WILLER

Il lavoro di Marina Willer, visual designer londinese, è segnato da incarichi importanti nel campo del branding e dell’editoria, ma restiamo colpiti dal flusso poetico che traspare dai piccoli gesti creativi che affiorano dalla sua quotidianità.
Per Marina diventano espressioni poetiche anche le pagine di un libro, che lei sovraimpressiona con grafismi manuali dai colori vivaci o con i flag segnalibro fluo. La sua affascinante pagina Instagram presenta anche delle sue minuscole installazioni artistiche che artificializzano gli elementi naturali più classici: i sassi e i rami secchi.
La designer dipinge entrambe le tipologie con colori squillanti e contrastati. Nel caso dei sassi – sempre tondeggianti, modellati dall’azione del fiume o del mare – fa ricorso a geometrie elementari, mentre i legni sono decorati ad anelli. È così che l’energia dell’acrilico a tinte forti fa rivivere presenze inanimate, invisibili e dimenticate.

 

Between poetry and artificial – The work of Marina Willer, a London visual designer, is marked by important assignments in the field of branding and publishing, but we are struck by the poetic flow that transpires from the small creative gestures that emerge from her daily life.
For Marina, even the pages of a book become poetic expressions, which she superimposes with manual graphics in bright colors or with fluo bookmark flags. Her fascinating page on her Instagram also features her tiny art installations that artificialize the most classic natural elements: stones and dry branches.
The designer paints both types with bright and contrasting colors. In the case of the stones – always rounded, shaped by the action of the river or the sea – she uses elementary geometries, while the woods are decorated in rings. This is how the energy of strong-colored acrylic revives inanimate, invisible and forgotten presences.

IL DENTISTA DEI BIMBI

INTERIOR | IMPRESS

Impress è un franchising spagnolo dedicato all’ortodonzia invisibile. La filiale che vi mostriamo in queste foto è stata inaugurata pochi mesi fa ed è la seconda a Madrid. Essendo rivolta completamente ai bambini, lo studio dell’architetto Raul Sanchez ha impostato sul progetto su due fattori: la giocosità e il dialogo con le preesistenze storiche.
Sono stati valorizzati i muri perimetrali in grossi blocchi di pietra, mentre lo spirito contemporaneo è affidato a un abbondate uso del rosso fuoco, intervallato da pavimenti e pareti in bianco.
L’immagine dello studio dentistico, decisamente informale, è ricondotta a un continuo effetto-sorpresa, intensificato da sporadiche apparizioni del blu.
Nelle stesse settimane è stata anche aperta la sede di Milano, nei pressi del Teatro alla Scala, caratterizzata da un tono di arancio particolarmente carico.

 

The children’s dentist – Impress is a Spanish franchise dedicated to invisible orthodontics. The branch that we show you in these photos was inaugurated a few months ago and is the second in Madrid. Being completely aimed at children, the studio of architect Raul Sanchez based the project on two factors: playfulness and dialogue with the historical pre-existing structures.
The perimeter walls in large blocks of stone have been enhanced, while the contemporary spirit is entrusted to an abundant use of fiery red, interspersed with white floors and walls.
The decidedly informal image of the dental office is brought back to a continuous surprise effect, intensified by sporadic appearances of blue.
In the same weeks, the Milan office was also opened, near the Teatro alla Scala, characterized by a particularly intense shade of orange.

IL MONDO È GRIGIO, IL MONDO È BLU

INTERIOR | SCEG

Nasce per conciliare passato e presente l’ufficio progettato da Sceg Architetti, destinato a uno studio legale ed esteso 120 metri quadrati.
Al centro dell’intervento, battezzato Agorà, l’uso magico e abile del colore: la scena è dominata dalla tensione tra grigio scuro e blu elettrico. Le superfici prendono il sopravvento sugli arredi, quasi tutti su misura. Stefano Carera ed Eirini Giannakopoulou, titolari dello studio, fanno riferimento a “un arredo iconico in un tempo sospeso”, reinterpretazione delle atmosfere metafisiche di De Chirico, trasposte dalla città agli spazi del vivere quotidiano.
Il colore riveste quasi tutto lo spazio, rendendolo irreale, innaturale. Questa bicromia dialoga direttamente con la forma, la materia, la luce e la dimensione rendendo il luogo plastico, immobile, quasi artificiale.
Insomma, con lo sguardo rivolto al passato si riesce a (re)interpretare la legge della classicità in chiave contemporanea con risultati davvero inusuali.

 

The world is gray, the world is blue – The office designed by Sceg Architetti was created to reconcile past and present, intended for a law firm and covering 120 square meters.
At the center of the intervention, baptized Agora, the magical and skilful use of color: the scene is dominated by the tension between dark gray and electric blue. The surfaces take precedence over the furnishings, almost all made to measure. Stefano Carera and Eirini Giannakopoulou, owners of the studio, refer to “an iconic piece of furniture in a suspended time”, a reinterpretation of De Chirico’s metaphysical atmospheres, transposed from the city to the spaces of everyday life.
Color covers almost all the space, making it unreal, unnatural. This two-tone dialogue directly with form, matter, light and size, making the place plastic, immobile, almost artificial.
In short, with an eye to the past it is possible to (re)interpret the law of classicism in a contemporary key with truly unusual results.

L’ARCOBALENO A BRESCIA

PUBLIC ART | NATHALIE DU PASQUIER

Dai suoi esordi nell’ambito del gruppo Memphis a oggi, il lavoro di Nathalie Du Pasquier si è sempre collocato a cavallo tra pittura, decorazione, pattern design e quanto contribuisce a conferire alle superfici una forte personalità figurativa.
Le sue forme viaggiano tra geometria e colore, tra geometria piana e 3D. Insomma, l’approccio perfetto per affrontare un recente incarico professionale che vede l’artista di Bordeaux affrontare questa nuova installazione urbana, denominata “Mind the Gap”.
La stazione Vittoria della metropolitana di Brescia, inaugurata in tempi molto recenti, è stata disegnata proprio da Nathalie, che ha dato anima e identità ai volumi preesistenti: combinando fra loro le piastrelle colorate di Mutina secondo una griglia geometrica elementare, l’artista interpreta il tema dell’inclusione. L’arcobaleno, simbolo di tante rivendicazioni per l’uguaglianza sociale, si propaga nel sottosuolo, in senso soprattutto metaforico.

 

The rainbow in Brescia – From her beginnings within the Memphis group to today, Nathalie Du Pasquier’s work has always been placed between painting, decoration, pattern design and how much it contributes to giving surfaces a strong figurative personality.
Her shapes travel between geometry and color, between plane and 3D geometry. In short, the perfect approach to tackle a recent professional assignment that sees the Bordeaux artist tackle this new urban installation, called “Mind the Gap”.
The Vittoria station of the Brescia underground, inaugurated very recently, was designed by Nathalie, who gave soul and identity to the pre-existing volumes: by combining the colored tiles of Mutina according to an elementary geometric grid, the artist interprets the inclusion theme. The rainbow, a symbol of many claims for social equality, spreads underground, in a metaphorical sense above all.

LE 50 SFUMATURE DEL BERE

PACKAGING | SOLO WORKS

Per ora resta sollo un acuto divertissement digitale, ma rappresenta una proposta di grande interesse visivo per coloro che esplorano Instagram a caccia di esperienze cool.

Will Davies, designer di cui non conosciamo la nazionalità e il range generazionale, ha studiato di recente un sistema grafico per identificare una linea (rigorosamente immaginaria) di bevande alcoliche alla frutta.

Qui tutto è minimale: la classica lattina da 33 cl, i font e l’impaginazione. Eppure, con abilità da millenial, inonda la superficie cilindrica con colori vitaminici, che variano a seconda degli ingredienti.

Davies crea dei giochi di nuance sottese da due colori di partenza. Le lattine, tutte insieme, compongono una chiazzatura che cattura l’occhio, chiaramente con l’intento di catturare il fruitore del prodotto (che ancora non esiste).

 

The 50 shades of drinking – For now it remains only a sharp digital divertissement, but it represents a proposal of great visual interest for those who explore Instagram in search of cool experiences.

Will Davies, a designer whose nationality and generational range we do not know, recently studied a graphic system to identify a (strictly imaginary) line of fruit alcoholic beverages.

Here everything is minimal: the classic 33 cl can, the fonts and the layout. Yet, with millennial skill, it floods the cylindrical surface with vitamin colors, which vary according to the ingredients.

Davies creates play of nuances subtended by two starting colors. The cans, all together, make up a spot that catches the eye, clearly with the intention of capturing the user of the product (which does not yet exist).