UN RICORDO IN ARANCIO

ARCHITECTURE | SIMONE MICHELI

Il mondo dell’architettura e del design ha perso alcuni giorni fa un professionista talentuoso e visionario, che in trent’anni e più di carriera ci ha regalato opere ad alto contenuto concettuale e iconografico.
Qui vogliamo ricordare (e abbracciare) Simone Micheli attraverso una villa denominata “Orange”, una realizzazione recente che sintetizza una filosofia progettuale, un linguaggio e un modo originale di concepire lo spazio abitativo. L’edificio, situato in Sicilia, rispecchia il tipico codice espressivo di Micheli: linee morbide e avveniristiche, preminenza del bianco e forti scariche cromatiche. In questo caso il suo interesse per gli accenti di colore si concentra sul pilastro centrale del livingroom, dalla forma liquida e dinamica, e su altri dettagli delle zone più private, come il soffione verde acido della spa.
Ancora una volta, la sua filosofia progettuale sfida le convenzioni, superando gli stereotipi dell’ambiente costruito e trasformando l’abitare in un’esperienza estetica, sensoriale ed etica.

 

A memory in orange – A few days ago, the world of architecture and design lost a talented and visionary professional, who over a career spanning more than thirty years gave us works of high conceptual and iconographic content.
Here, we want to remember (and embrace) Simone Micheli through a villa called “Orange,” a recent work that encapsulates a design philosophy, a language, and an original way of conceiving living space. The building, located in Sicily, reflects Micheli’s signature expressive style: soft, futuristic lines, a predominance of white, and strong bursts of color. In this case, his interest in color accents focuses on the central pillar of the living room, with its liquid and dynamic form, and on other details in the more private areas, such as the lime-green showerhead in the spa.
Once again, his design philosophy challenges convention, transcending stereotypes of the built environment and transforming living into an aesthetic, sensorial, and ethical experience.

COULEUR ENERGICO

INTERIOR | UCHRONIA

Un’immersione cromatica ispirata ai gesti atletici, all’energia del gioco e alla gioia di stare insieme. Il club Padel 15, il primo circolo indoor di Parigi, ha incaricato lo studio ultra-trendy Uchronia, vincitore del premio di design agli ultimi Time Out Paris Food & Drink Awards, di progettare il proprio ristorante.
Il successo grafico è a dir poco sbalorditivo: una palette pop che spazia dal verde prato all’arancione tramonto, il tutto amplificato da un grande specchio circolare sul soffitto. Il colore diventa gioco, e il gioco diventa colore!
Lo spazio è abbastanza ridotto, ma le scelte linguistiche generano un altissimo coinvolgimento sensoriale. Sotto le influenze evidenti dello stile Memphis, ma i designer di Uchronia hanno creato un’atmosfera del tutto allineata al proprio linguaggio, basato su un immaginario un po’ fiabesco.

Energetic couleur – A color immersion inspired by athleticism, the energy of the game, and the joy of being together. Padel 15 Club, the first indoor club in Paris, commissioned the ultra-trendy Uchronia studio, winner of the design prize at the recent Time Out Paris Food & Drink Awards, to design its restaurant.
The graphic success is nothing short of stunning: a pop palette ranging from grass green to sunset orange, all amplified by a large circular mirror on the ceiling. Color becomes playful, and playfulness becomes color!
The space is quite small, but the stylistic choices generate a highly sensorial engagement. Clearly influenced by Memphis style, the Uchronia designers have created an atmosphere entirely in line with their own style, based on a slightly fairytale-like imagery.

ENERGIA PER I BIMBI

SCHOOLING | DOMINIQUE COULON

Questo asilo nido multifunzionale nel nord-est della Francia, completato dallo studio locale Dominique Coulon & Associés, è dominato da cremisi, rosa e arancione. La palette di colori audaci segnala anche gli ingressi dell’edificio, che invece è bianco.
«Grazie alla nostra palette di colori dinamica che sfrutta la luce naturale e le proporzioni, abbiamo creato una struttura didattica intuitiva, dove bambini e personale possono prosperare», affermano i progettisti.
All’interno, il colore è ancora più protagonista. L’ingresso si apre su un corridoio a doppia altezza color vermiglio e su un palco con sedute a gradini rossi per spettacoli e letture. Questo spazio si estende fino a un lucernario cilindrico con cerchi azzurri.
Gli spazi interni «offrono ai bambini un ambiente piacevole, degno del loro alto livello di energia”, ha affermato Dominique Coulon, che di quelle tinte ha fatto anche un marchio di fabbrica professionale.

Energy for children – This multifunctional nursery in northeast France, completed by local firm Dominique Coulon & Associés, is dominated by crimson, pink, and orange. The bold color palette also characterizes the entrances to the otherwise white building.
“Thanks to our dynamic color palette that leverages natural light and proportion, we have created an intuitive learning facility where children and staff can thrive,” say the designers.
Inside, color is even more prominent. The entrance opens onto a double-height vermilion corridor and a stage with red tiered seating for performances and readings. This space extends to a cylindrical skylight with blue circles.
The interior spaces “offer children a pleasant environment, worthy of their high energy levels,” said Dominique Coulon, who has also made those colors his professional trademark.

ELOGIO DELLA LEGGEREZZA

INTERIOR | BALANCE ARCHITETTURA

Sembrava che il bianco, come colore per la casa, fosse definitivamente tramontato, dopo due decenni di dominanza. Invece in questa casa a Torino, progettata da Balance Architettura, esso trova una nuova vitalità come contrappunto ad altri colori, seppur abbastanza tenui.
Questo spazio abitativo su due livelli è caratterizzato da un solaio grezzo, con travi metalliche a vista e lamiera grecata, ciò che gli conferisce un effetto di non-finito e di matericità ridotta. In questa scatola luminosa e rarefatta si inseriscono alcuni corpi in metallo smaltato di celeste: una scala e delle librerie in lamiera forata che, con la loro esilità, collaborano all’effetto generale di leggerezza.
Le parti più materiche (il tessile del letto e il rivestimento del divano) e il bagno sono in rosa cipria, che contribuisce all’identità dello spazio attraverso il valore della delicatezza.

In praise of lightness – It seemed that white, as a color for the home, had definitively faded, after two decades of dominance. However, in this house in Turin, designed by Balance Architettura, it finds new vitality as a counterpoint to other colors, albeit rather muted ones.
This two-level living space is characterized by a rough ceiling, with exposed metal beams and corrugated sheet metal, giving it an unfinished, minimal feel. This luminous and rarefied box accommodates several light blue enameled metal elements: a staircase and perforated sheet metal bookcases, whose slenderness contributes to the overall effect of lightness.
The more textured elements (the bed linen and sofa upholstery) and the bathroom are in powder pink, which contributes to the space’s identity through its delicate quality.

IL VERDE DI ORNELLA

ININTERIOR | ORNELLA VANONI

Alcuni giorni fa il mondo della musica pop italiana ha perso una delle sue figure più significative. A 91 anni se n’è andata Ornella Vanoni, che noi vogliamo ricordare attraverso la sua casa milanese, pubblicata in esclusiva pochi anni fa sulle pagine della rivista AD, da cui sono tratte queste immagini.
Nell’ultimo scorcio della sua vita la cantante ha abitato in un appartamento affacciato sull’Arena. Con la collaborazione dell’architetto Alessandro Trevisan, è nato uno spazio completamente di color verde chiaro, che avvolge pareti, soffitti, decorazioni e porte originali e arredo su misura, compresa la cucina. Questa tonalità tenue fa da sfondo a pochi elementi “mobili”, come il divano rosso lampone, e a opere d’arte di grandi maestri del ‘900, come Fausto Melotti e Arnaldo Pomodoro, amici della Vanoni.
Oltre a un’atmosfera rilassante, la scelta cromatica è stata capace di conferire alla casa un tono anticonformista, a pieno rispecchiamento della sua illustre proprietaria.

Ornella’s green – A few days ago, the world of Italian pop music lost one of its most significant figures. Ornella Vanoni passed away at 91. We want to remember her through her Milanese home, which was featured exclusively a few years ago in the pages of AD magazine, from which these images are taken.
In the final moments of her life, the singer lived in an apartment overlooking the Arena. With the collaboration of architect Alessandro Trevisan, a space was created entirely in light green, embracing the walls, ceilings, original decorations, doors, and custom-made furnishings, including the kitchen. This pale shade provides the backdrop for a few “movable” elements, such as the raspberry red sofa, and works of art by great 20th-century masters, such as Fausto Melotti and Arnaldo Pomodoro, friends of Vanoni.
In addition to creating a relaxing atmosphere, the color scheme lends the home a nonconformist tone, fully reflecting its illustrious owner.

ATMOSFERA CINEMATOGRAFICA

INTERIOR | Anna & Eugeni Bach

Il progetto di Anna & Eugeni Bach ristruttura l’ex auditorium del Centro Nacional de Arte Reina Sofía (MNCARS) di Madrid, trasformandolo in uno spazio specializzato per formati audiovisivi. L’intervento ha riguardato la riprogettazione dell’ingresso e della platea, il miglioramento dell’acustica e l’installazione di un nuovo sistema audio e video. La ristrutturazione rispetta gli elementi iconici del progetto originale, redatto nel 1987 dal padre dei due architetti, come la sala di proiezione triangolare e il triangolo sospeso sopra il palco, che ora funge da schermo acustico.
Il sapore postmoderno della preesistenza viene ampiamente rispettato e valorizzato. Il progetto rafforza l’idea con l’azzurro del cielo notturno nel soffitto a volta. Il classico rosso cinematografico, lievemente aranciato, utilizzato per le sedute e i tessuti, riporta alla mente le atmosfere dei film di David Lynch e le ambientazioni di Pedro Almodovar.

Cinematic atmosphere – The project by Anna & Eugeni Bach renovates the former auditorium of the Reina Sofia National Art Center (MNCARS) in Madrid, transforming it into a specialized space for audiovisual formats. The project included redesigning the entrance and stalls, improving the acoustics, and installing a new audiovisual system. The renovation respects the iconic elements of the original design, drafted in 1987 by the architects’ father, such as the triangular screening room and the suspended triangle above the stage, which now serves as an acoustic screen.
The postmodern feel of the existing building is fully respected and enhanced. The project reinforces this idea with the blue of the night sky in the vaulted ceiling. The classic cinematic red, with a slight orange hue, used for the seats and fabrics, evokes the atmospheres of David Lynch’s films and the settings of Pedro Almodóvar.

IL CIELO COME MATERIA

INTERIOR | ARQUITECTURA-G

A Sintra, in Portogallo, Arquitectura-G ha appena completato Casa II, l’ultimo intervento all’interno di una tenuta rurale da tempo abbandonata. I progettisti hanno optato per lo svuotamento dell’interno dell’edificio, mantenendo solo i muri perimetrali e inserendo un nuovo corpo strutturale in calcestruzzo pigmentato di blu. Partendo dalla cantina del seminterrato, questo nucleo incorpora una scala elicoidale e si estende verso l’alto per formare le solette dei piani superiori.
La spina dorsale in cemento blu organizza lo spazio residenziale. Al piano terra, un open space con cucina, sala da pranzo e soggiorno che si sviluppa attorno alla scala. Le camere da letto occupano il piano superiore, alle due estremità della pianta, mentre un soggiorno secondario occupa il cuore della casa illuminato da un lucernario, trasformando quella che era una struttura funzionale frammentata in un ambiente domestico unitario.

The sky as matter – In Sintra, Portugal, Arquitectura-G has just completed Casa II, the latest project within a long-abandoned rural estate. The designers opted to empty the building’s interior, retaining only the perimeter walls and inserting a new structural body in blue-pigmented concrete. Starting from the basement cellar, this core incorporates a helical staircase and extends upward to form the floor slabs of the upper floors.
The blue concrete spine organizes the residential space. On the ground floor, an open space with kitchen, dining room, and living room unfolds around the staircase. The bedrooms occupy the upper floor, at either end of the floor plan, while a secondary living room occupies the heart of the house, illuminated by a skylight, transforming what was previously a fragmented functional structure into a unified domestic space.

LUCI E COLORI DEL DESERTO

ARCHITECTURE | JOSH SCHWEITZER

Nel Parco Nazionale del Joshua Tree, nel deserto della California, sorge una casa un po’ metafisica progettata da Josh Schweitzer. Completata nel 1990, si chiama Monument House ed è stata è stata per lungo tempo il suggestivo ed estremo luogo di vacanza dell’architetto e della sua famiglia. Ora invece è aperta al pubblico.
L’architettura risente vagamente delle suggestioni decostruttiviste di quel periodo, ma si integra con il paesaggio, abbracciato visivamente a 360°, grazie alle forme sghembe e asimmetriche. L’edificio è composto da tre blocchi distinti, di cui due chiusi e collegati fra loro, mentre il terzo è in realtà un enorme gazebo in muratura aperto su tutti i lati.
I tre volumi sono differenziati soprattutto cromaticamente, con tinte assai sofisticate che comunque si integrano mirabilmente con lo scenario naturale: verde muschio, turchese cupo e terracotta, che sembrano rispecchiare l’asprezza della terra e la mutevolezza del cielo.
Negli interni, a doppia altezza, prevalgono l’arancio carico e il verde pallido a contrasto.

Lights and colors of the desert – In Joshua Tree National Park, in the California desert, stands a somewhat metaphysical house designed by Josh Schweitzer. Completed in 1990, it’s name is Monument House and it was for a long time the evocative and remote vacation spot of the architect and his family. Now, however, it is open to the public.
The architecture is vaguely influenced by the deconstructivist influences of that period, but integrates with the landscape, visually embracing it at 360°, thanks to its skewed and asymmetrical forms. The building is composed of three distinct blocks, two of which are closed and interconnected, while the third is actually a huge masonry gazebo open on all sides.
The three volumes are differentiated primarily by color, with highly sophisticated hues that nevertheless blend admirably with the natural setting: moss green, dark turquoise, and terracotta, which seem to reflect the harshness of the earth and the changeable sky.
The double-height interiors are dominated by bright orange and contrasting pale green.

RELAX COSMICO

FURNITURE | KARIM RASHID

Il divano Kosmic, disegnato da Karim Rashid per l’azienda spagnola TM/Leader Contract, 2025, è un’audace incarnazione del minimalismo sensuale, dove l’emozione incontra la funzionalità in una forme fluide e futuristiche.
A prima vista, Kosmic appare ingannevolmente semplice: una silhouette pulita e scultorea composta da soli quattro elementi essenziali. Eppure, ogni componente gioca un ruolo distinto sia in termini di funzionalità che di poesia. La scomposizione del divano in parti geometricamente distinte e semplici permette di giocare anche sugli accostamenti cromatici, per i quali il designer punta su tinte brillanti e sui contrasti.
Rivestito in un materiale high-tech simile al velluto, Kosmic è stato progettato specificamente per le esigenze degli ambienti contract.
Questa nuovissima proposta di Karim Rashid è un’affermazione di ottimismo, un punto di riferimento scultoreo per gli interni contemporanei.

Cosmic relax – The Kosmic sofa, designed by Karim Rashid for the Spanish company TM/Leader Contract, 2025, is a bold embodiment of sensual minimalism, where emotion meets functionality in fluid, futuristic forms.
At first glance, Kosmic appears deceptively simple: a clean, sculptural silhouette composed of just four essential elements. Yet, each component plays a distinct role in both functionality and poetry. Breaking the sofa down into geometrically distinct and simple parts also allows for playful color combinations, for which the designer focuses on bright hues and contrasts.
Upholstered in a high-tech velvet-like material, Kosmic was designed specifically for the needs of contract environments.
This brand-new offering by Karim Rashid is a statement of optimism, a sculptural benchmark for contemporary interiors.

UNA GABBIA COMPLESSA

INTERIOR | SOLUM

Il progetto di questo appartamento, situato nel centro storico di Milano, combina un restauro conservativo con precise aggiunte contemporanee, pensate per evidenziare la distinzione tra elementi antichi e moderni.
L’intervento è dominato dalla creazione di un soppalco in acciaio e legno. Esso si presenta come una struttura esile e leggera, progettata per massimizzare lo spazio verticale. Una trave in acciaio HEB, allineata con le sporgenze e gli stucchi originali del soffitto, attraversa la zona giorno. Un pilastro ruotato di 45 gradi svolge una duplice funzione: riduce lo spessore della trave e segna il confine tra l’ingresso, la zona giorno e la cucina. La scala in ferro a pianta semicircolare collega la zona notte al piano terra e funge anche da elemento strutturale.
Nonostante l’uso di un verde abbastanza spento, questa nuova presenza ci colpisce il suo assetto scheletrico ed essenziale, in cui la geometria prende il sopravvento.

A complex cage – The design for this apartment, located in Milan’s historic center, combines conservative restoration with thoughtful contemporary additions, designed to highlight the distinction between ancient and modern elements.
The project is dominated by the creation of a steel and wood mezzanine. It presents itself as a slender and lightweight structure, designed to maximize vertical space. A HEB steel beam, aligned with the original ceiling overhangs and stucco, spans the living area. A pillar rotated 45 degrees serves a dual function: it reduces the beam’s thickness and marks the boundary between the entrance, living area, and kitchen. The semicircular iron staircase connects the sleeping area to the ground floor and also serves as a structural element.
Despite the use of a rather muted green, this new addition strikes us with its skeletal and essential structure, in which geometry takes precedence.