Anche piccoli accessori possono rallegrare la nostra vita quotidiana. Ovviamente in chiave glamour. Lo sa bene Hermès, che ha affidato a Philippe Cramer lo studio di un braccialetto (Duo) e di un portachiavi (Arc-en-Ciel) che rispecchiano in pieno la filosofia del celebre brand parigino.

Il cliente può divertirsi scegliendo e combinando a piacimento (già nell’acquisto online) strisce di cuoio con triplo accostamento cromatico: sopra, sotto e bordo. Nel caso del bracciale, le due fascette vengono unite da una clip in oro (soluzione che lo rende reversibile), mentre nel secondo caso si ricorre a una vite.

In entrambi i prodotti il designer svizzero è riuscito a interpretare con freschezza l’identità del cuoio a forte spessore, ovvero il DNA di Hermès, lasciandone trasparire la bellezza attraverso la tintura.

Per gossip, il braccialetto era in vendita sul sito della maison a 250€ ed è già andato a ruba…


Even small accessories can brighten up our daily life. Obviously in a glamorous key. Hermès knows this well, and has entrusted Philippe Cramer with the study of a bracelet (Duo) and a key ring (Arc-en-Ciel) that fully reflect the philosophy of the famous Parisian brand.

The customer can have fun choosing and combining at will (already in the online purchase) strips of leather with triple color combination: above, below and edge. In the case of the bracelet, the two bands are joined by a gold clip (a solution that makes it reversible), while in the second case a screw is used.

In both products, the Swiss designer has managed to freshly interpret the identity of thick leather, or the DNA of Hermès, letting its beauty shine through the dyeing.

For gossip, the bracelet was on sale on the maison’s website for € 250 and has already been sold out…



Martín Ron è uno street painter molto attivo, che sta trasformando l’identità dei paesaggi periferici attraverso segni molto forti.

Egli è autore di varie installazioni permanenti lungo l’Avenida General Paz, nei punti in cui questo cavalcavia urbano crea complicati grovigli in corrispondenza con altre arterie di Buenos Aires. Più precisamente, gli interventi di Ron, avvenuti con finanziamento pubblico, riguardano il sottofondo delle carreggiate multiple. L’artista ha voluto cambiare magicamente il luogo, che le persone esplorano, percepiscono in una chiave insolita, stabilendo sul piano visivo un’interazione del tutto nuova.

Qui Ron abbandona momentaneamente il proprio mondo figurativo a favore di un mood astratto-geometrico. Strisce nere o grigio chiaro definiscono zone altamente cromatiche, quasi a rispecchiare la dinamicità veicolare che sta al di sopra.


Martín Ron is a very active street painter who is transforming the identity of peripheral landscapes through very strong signs.

He is the author of various permanent installations along Avenida General Paz, at the points where this urban overpass creates complicated tangles in correspondence with other arteries of Buenos Aires. More precisely, Ron’s interventions, which took place with public funding, concern the background of multiple carriageways. The artist wanted to magically change the place, which people explore, perceive in an unusual key, establishing a completely new interaction on the visual level.

Here Ron temporarily abandons his own figurative world in favor of an abstract-geometric mood. Black or light gray stripes define highly chromatic areas, almost reflecting the vehicular dynamism that lies above.



Le due settimane della Milano Design City, a cavallo tra settembre e ottobre, hanno rappresentato uno slancio creativo in un quadro storico particolarmente buio, capace di frenare anche i fermenti creativi. Le varie presentazioni in giro per la città, di impronta quasi totalmente aziendal-nazionale, non sono state prese d’assalto e hanno escluso ogni forma di progettualità alternativa. Eppure hanno ribadito la capacità di resilienza tipica del capoluogo lombardo, che vuole riaffermare la propria centralità mondiale nel design e nella moda.

Emblematica in tal senso è stata l’installazione di Lapalma nella piazzetta Gorani, di recente costruzione. Le architetture bianche del sito hanno fatto da sfondo a un agglomerato di coloratissimi pouf Kipu, disegnati da Anderssen & Voll, come allegri ciottoli su un fiume, vestiti di cromie rosa, bordeaux e grigie.


The two weeks of the Milano Design City, between September and October, represented a creative impulse in a particularly dark historical context, capable of curbing even the creative ferments. The various presentations around the city, almost entirely corporate-national, were not crowded and excluded any form of alternative planning. Yet they reaffirmed the resilience typical of the Lombard capital, which wants to reaffirm its global centrality in design and fashion.

Emblematic in this sense was the installation by Lapalma in the recently built Gorani square. The white architecture of the site was the backdrop to a cluster of colorful Kipu poufs, designed by Anderssen & Voll, like cheerful pebbles on a river, dressed in pink, burgundy and gray shades.



La ricerca architettonica dello studio belga Dialect si basa su forme rigorose ma anche sulla cura dei dettagli e delle atmosfere. Anziché approdare al minimalismo, quest’ultima dà forma a una sensuale visione della contemporaneità.

In tal senso ci appare significativo il progetto di un grande bagno per una casa di Anversa, integrato – anzi, che vi si stempera – con la zona letto. Uno spazio a perdita d’occhio, luminosissimo, in cui convivono diversi materiali, anche audaci: ad esempio, l’acciaio della vasca e le piastrelle bianche rétro.

Alcune pareti sono tinteggiate con un particolare tipo di verde con una minuscola percentuale gialla. Oltre a essere diretta in alcune inquadrature, la sua percezione avviene anche in modo indiretto, cioè nel suo riflesso sulle superfici chiare. La soluzione di questo colore sfumato, magico, inafferrabile, lieve, introduce un modo sofisticato di concepire e usare la tinta unita.


The architectural research of the Belgian studio Dialect is based on rigorous forms but also on the attention to details and atmospheres. Rather than arriving at minimalism, that approach gives shape to a sensual vision of contemporaneity.

In this sense, the project for a large bathroom for a house in Antwerp is significant, integrated – indeed, which melts into it – with the sleeping area. A dilated space, very bright, in which different materials, including daring ones, coexist: for example, the steel of the tub and the retro white tiles.

Some walls are painted with a particular type of green with a tiny percentage of yellow. In addition to being direct in some perspective, its perception also occurs indirectly, that is, in its reflection on light surfaces. The solution of this shaded, magical, elusive, light color introduces a sophisticated way of conceiving and using the solid color.



L’apertura del primo negozio monomarca completamente dedicato al menswear è stata segnata da una scelta progettuale molto forte: Virgil Abloha, direttore creativo della linea uomo di Louis Vuitton, ha voluto una colata di giallo per la nuova boutique nel distretto di Shibuya, a Tokyo.

Un colore al di sopra dei generi e degli stili, ma che sicuramente irrompe nel grigiore che, in questi mesi post-pandemici, sta avvolgendo i consumi e in particolare la moda. E che impatta visivamente anche sul luogo, ovvero il mall Miyashita Park: interni, vetrine e una parte della facciata dell’edificio sono sicuramente capaci di catturare l’attenzione del pubblico.

Quel giallo primario, esaltato da un’illuminazione brillante, accoglie degli still life giocosi, ma rientra comunque in un allestimento espositivo generale ortodosso, con soffitti bianchi, parquet chiaro e arredi realizzati con un legno della stessa tonalità.


The opening of the first mono-brand store completely dedicated to menswear was marked by a very strong design choice: Virgil Abloha, creative director of the Louis Vuitton men’s line, who wanted a casting of yellow for the new boutique in the Shibuya district of Tokyo.

A color above genres and styles, but which certainly breaks into the greyness that, in these post-pandemic months, is enveloping consumption and in particular fashion. And which also visually impacts the place, namely the Miyashita Park mall: interiors, shop windows and part of the building’s facade are certainly capable of capturing the attention of the public.

That primary yellow, enhanced by bright lighting, welcomes playful still lifes, but is nevertheless part of a general orthodox exhibition setting, with white ceilings, light parquet and furnishings made of wood of the same shade.



Difficilmente, in Italia, nel mondo della scuola vi sono aperture interdisciplinari, soprattutto in tema artistico. La recente iniziativa del Liceo Scientifico E. Fermi di Ragusa, in Sicilia, rappresenta un caso più unico che raro, rafforzata dalla partecipazione di un artista statunitense.

Un paio d’anni fa il cortile della scuola è entrato a pieno titolo nel circuito internazionale dell’arte, oltre a imprimere un fortissimo marchio identitario a quel luogo pieno di ragazzi. Sul pavimento di quello spazio è stata applicata una soluzione pittorica pienamente riconducibile all’ambito della street art, di cui l’artista Hense (ovvero Alex Brewer) è uno dei massimi esponenti.

“Ragusa Sun” è una composizione forte e giocosa, con tinte variegate e vivaci. Calpestandolo, l’esperienza è coinvolgente ed immersiva, mentre osservandolo dall’alto appare come un quadro in forte contrasto con il tessuto storico circostante, dai toni color terra.


In Italy, there are hardly interdisciplinary openings in the school world, especially in the artistic field. The recent initiative of the Liceo Scientifico E. Fermi in Ragusa, Sicily, represents a more unique than rare case, reinforced by the participation of an American artist.

A couple of years ago, the schoolyard became a full highlight of the international art circuit, as well as giving a very strong identity brand to that place full of guys.

On the floor of that spaceit was applied a pictorical solution fully attributable to the street art field, of which the artist Hense (aka Alex Brewer) is one of the leading exponents.

“Ragusa Sun” is a strong and playful composition, with variegated and lively colors. Stepping on it, the experience is engaging and immersive, while observing it from above it appears as a painting in strong contrast with the surrounding historical fabric, in earth tones.