VETRATE LIBERTY

FASHION | MARC JACOBS

L’approccio di Marc Jacobs può essere ricondotto a un’inventiva di matrice eclettica, che lo conduce a creare collezioni sempre differenti l’una dall’altra. Il suo genio inesauribile gli permette di manipolare linguaggi e materiali in modo sempre variabile, espandendo a dismisura l’iconologia della moda contemporanea.

Per la collezione ss2027, appena presentata a Parigi in largo anticipo rispetto al calendario ufficiale della moda di Parigi, Jacobs punta su linee essenziali, asciutte, ma trasforma il corpo femminile in un’entità vitrea, in cui materiali opachi si alternano agli effetti del policarbonato.

Le donne sembrano uscite da vetrate Liberty, dalle palette sofisticate e originali. Superfici dal sapore tecnico e polimerico, sempre lucidi, si coniugano ai colori delle pietre semipreziose. Gli accostamenti cromatici conferiscono agli outfit un’energia scattante e una forte identità.

 

Art Nouveau glass windows – Marc Jacobs’s approach can be traced back to an eclectic inventiveness, which leads him to create collections that are always different from one another. His inexhaustible genius allows him to manipulate languages and materials in ever-changing ways, dramatically expanding the iconography of contemporary fashion.

For the SS2027 collection, recently presented in Paris well ahead of the official Paris fashion calendar, Jacobs focuses on clean, essential lines, yet transforms the female body into a glassy entity, in which opaque materials alternate with polycarbonate effects.

The women seem to have emerged from Art Nouveau stained glass windows, with their sophisticated and original palettes. Surfaces with a technical and polymeric feel, always polished, combine with the colors of semi-precious stones. The color combinations imbue the outfits with a lively energy and a strong identity.

 

IL TETTO CHE VIBRA

ARCHITECTURE | REDLAND-SCAPE

Aspire Sukhumvit – Rama 4 è un edificio polifunzionale recentemente inaugurato in una delle zone più strategiche di Bangkok. Esso è caratterizzato da facciate sostanzialmente banali, allineate alla tradizione dell’International Style.

Ma, grazie a un progetto specifico di Redland-Scape, è sul tetto che appare un tocco audace e dinamico, un accento distintivo che infonde all’architettura passione e individualità, un filo vibrante intessuto armoniosamente in tutto il progetto. La passerella rossa ridefinisce l’intera architettura, dando vita a un’esperienza straordinaria.

La passerella metallica, destinata a collegare i diversi livelli del rooftop con il giardino pensile, dà vita a un linguaggio visivo potente e unico in contrasto con la parte botanica. Il ponte sopraelevato è strategicamente posizionato per amplificare l’esperienza dell’utente: un flusso cinetico tridimensionale lo mette in relazione con lo stupefacente panorama metropolitano.

 

The vibrating roof – Aspire Sukhumvit – Rama 4 is a multipurpose building recently opened in one of Bangkok’s most strategic areas. It is characterized by largely unassuming facades, in keeping with the tradition of the International Style.

But thanks to a specific design by Redland-Scape, a bold and dynamic touch appears on the roof, a distinctive accent that imbues the architecture with passion and individuality, a vibrant thread woven harmoniously throughout the project. The red walkway redefines the entire architecture, creating an extraordinary experience.

The metal walkway, designed to connect the different levels of the rooftop with the roof garden, creates a powerful and unique visual language that contrasts with the botanical garden. The elevated bridge is strategically positioned to amplify the user experience: a three-dimensional kinetic flow connects it to the stunning metropolitan panorama.

SACRA CULTURA

INTERIOR | CAARPA

«Il progetto consiste nel restauro e nella ristrutturazione di un’antica chiesa ora trasformata in una piccola sala conferenze ed eventi. Per disporre di uno spazio riservato è stato costruito un telaio in acciaio sopraelevato: la “cantoria”. Parla un linguaggio diverso, ma cerca connessioni con l’antico edificio. La struttura in acciaio è una macchina spaziale che aggiunge scorci e punti di vista inediti, modificando la percezione dello spazio». Con queste parole i progettisti mettono a fuoco il cuore del progetto di riconversione funzionale e di restauro della chiesa sconsacrata di Nostra Signora della Costa, a Levanto (La Spezia).

Nel quadro di un intervento assai delicato, sono anche gli aspetti cromatici ad armonizzare la cantoria con la preesistenza. Un azzurro decisamente desaturato richiama alcuni frammenti degli affreschi superstiti, dominati da varie tonalità di nuance calde tra beige dorato e rosato.

 

Sacred culture – «The project involves the restoration and renovation of an ancient church, now transformed into a small conference and event hall. To create a private space, a raised steel frame was built: the “choir”. It speaks a different language, yet seeks connections with the ancient building. The steel structure is a spatial machine that adds new glimpses and perspectives, altering the perception of space». With these words, the designers pinpoint the heart of the project for the functional conversion and restoration of the deconsecrated church of Nostra Signora della Costa in Levanto.

In the context of a highly delicate intervention, the chromatic aspects also harmonize the choir with the existing structure. A decidedly desaturated blue recalls some fragments of the surviving frescoes, dominated by various warm hues ranging beige from golden to pink.

 

IL COLORE E LA SCENA

ART | DAVID HOCKNEY

È difficile incasellare criticamente l’opera di David Hockney, l’artista britannico scomparso pochi giorni fa. Tra Pop, Iperrealismo e Simbolismo, egli ha dato all’arte contemporanea un contributo del tutto personale, con scene oniriche, tese tra ottimismo e assenza.

Qui ci interessa riflettere come egli abbia affrontato la pittura di tipo figurativo con un piglio decisamente originale, staccandosi da gran parte delle ricerche e dalle sperimentazioni dei suoi colleghi del Dopoguerra, orientati alla dimensione aniconica e al concettualismo.

Hockney, trapiantato da lungo tempo nella California del Sud, ne trascrive il soleggiamento uniforme e brillante, che quasi azzera gli effetti chiaroscurali per mettere in primo piano i campi cromatici.

Nelle tele di Hockney troviamo relazioni tra colori improbabili. Chiazze pure e prove di profondità come se la composizione strizzasse l’occhio all’astrattismo. Il colore appiattisce la scena, creando palette ad alto potere emozionale.

 

Color and the scene – It’s difficult to critically classify the work of David Hockney, the British artist who passed away a few days ago. Between Pop, Hyperrealism, and Symbolism, he made a highly personal contribution to contemporary art, with dreamlike scenes poised between optimism and absence.

Here, we’re interested in reflecting on how he approached figurative painting with a decidedly original approach, distancing himself from much of the research and experimentation of his postwar colleagues, who oriented themselves toward aniconic art and conceptualism.

Hockney, a longtime Southern California resident, captures its uniform, bright sunlight, which almost eliminates chiaroscuro effects to foreground the chromatic fields.

In Hockney’s canvases, we find unlikely relationships between colors. Pure patches and attempts at depth seem to hint at abstraction. Color flattens the scene, creating palettes with a powerful emotional impact.

L’ENERGIA DELLA MUSICA

L’Auditorium di Cartagena, nella Spagna meridionale, denominato popolarmente “El B”, sorge a pochi passi dal mare. Il volume architettonico si integra perfettamente con il contesto portuale, ma il suo interno si contrappone all’immaginario generato dal paesaggio costiero.

Questo volume rigido e regolare contiene forme scatenate, asimmetriche, libere, fluttuanti. L’energia della musica si esprime in una fervida relazione tra superfici bianche e luminosissime e gli elementi architettonici caricati di arancione.

Scale, tribune, passerelle e piattaforme assumono una funzione aggregativa, come luoghi significativi all’interno di uno spazio fluido e fortemente relazionale.

Anche se questo lavoro non è recentissimo – il suo completamento risale al 2011 – il suo valore è confermato da una visione antiaccademica e dinamica degli spazi dedicati alla cultura musicale.

 

The energy of music – The Cartagena Auditorium in southern Spain, popularly known as “El B,” stands just steps from the sea. The architectural volume integrates perfectly with the port context, yet its interior contrasts with the imagery generated by the coastal landscape.

This rigid and regular volume contains wild, asymmetrical, free-flowing, and floating forms. The energy of the music is expressed in a fervent relationship between bright, white surfaces and architectural elements infused with orange.

Staircases, stands, walkways, and platforms take on a gathering function, as significant places within a fluid and highly relational space.

Although this work is not very recent – it was completed in 2011 – its value is confirmed by an anti-academic and dynamic vision of spaces dedicated to musical culture.

META-ALLUCINAZIONE

INTERIOR | ZYVA STUDIO

Che Anthony Authie, giovane fondatore di Zyva Studio, sia uno spirito giocherellone e ironico è un fatto largamente noto. Egli sperimenta linguaggi a volte bizzarri, da fumetto, con la capacità di declinare il proprio linguaggio in base alle peculiarità dei luoghi e della committenza.

Nel progetto del lounge di Meta presso la Accor Arena di Parigi (nel distretto di Bercy), il designer si spinge verso un’atmosfera ipnotica e onirica. Forme morbide, linee schematiche e un assetto simmetrico partecipano a un sofisticato total drenching nel color lilla, con zone iridescenti. Visti la perfezione degli arredi e l’uniformità cromatica, lo spazio sembra creato con l’intelligenza artificiale, ma è reale e perfino immersivo.

Anthony mette a punto un modulo espressivo perfettamente allineato all’identità dell’azienda, ovvero la non fisicità.

 

Meta-Hallucination – It’s widely known that Anthony Authie, the young founder of Zyva Studio, is a playful and ironic spirit. He experiments with sometimes bizarre, comic-book-like languages, with the ability to adapt his language to the specifics of the location and the client.

In his design for the Meta lounge at the Accor Arena in Paris (in the Bercy district), the designer strives for a hypnotic and dreamlike atmosphere. Soft shapes, schematic lines, and a symmetrical layout contribute to a sophisticated total drenching in lilac, with iridescent zones. Given the perfection of the furnishings and the uniformity of the colors, the space seems created with artificial intelligence, yet it is real and even immersive.

Anthony develops an expressive module perfectly aligned with the company’s identity: non-physicality.