ELEFANTI IN TECHNICOLOR

URBAN ART | CATANIA

L’installazione firmata da Salvo Ligama in piazza dell’Università a Catania si ispira chiaramente all’elefante della fontana che, nel corso dei secoli, è diventata l’emblema artistico della città iblea.

Lo scorso 22 novembre la piazza è stata invasa da un ristretto branco di 4 elefanti in vetroresina bianca. Subito dopo l’artista siculo è intervenuto con affascinanti applicazioni cromatiche sulla “pelle” dei pachidermi, secondo chiazze irregolari e diverse da esemplare a esemplare.
Spiega Vincenzo Tomba, direttore dell’Accademia di Belle Arti locale, che ha patrocinato l’iniziativa: «Ligama ha scomposto e dissolto in un’immagine reale la realtà delle nuove generazioni, rendendo gli elefanti come i pixel, atomi di una nuova materia inconsistente».

In altri termini, il colore vuole simboleggiare una Catania legata alla propria identità ma anche inclusiva, aperta a stimoli culturali e a nuovi scenari sociali.

L’installazione sarà presente fino al prossimo 6 gennaio.

PASTELLO SOFFICE

FURNITURE DESIGN | DERLOT

Il talento di Alexander Lotersztain, giovane progettista australiano, sta dando filo da torcere al mondo del design europeo. Con Derlot, la linea sua linea d’arredo autoprodotta, propone elementi dal mood contemporaneo, dal forte appeal formale e tipologico.

Il marchio ha appena lanciato Tetromino Soft, una collezione di imbottiti componibili, costituita da un abaco di elementi di formati diversi ma dalle geometrie molto semplici, con spigoli a doppia aletta.

Del tutto insolita la compilazione della palette cromatica. Lotersztain sceglie numerose tinte, tutte di tono pastello. I colori appaiono luminosi e brillanti, tuttavia senza eccesso di saturazione. Ciò si pone in controtendenza rispetto al trend dei tessuti da divano nei toni del grigio (preferibilmente scuro) o della pelle nera.

Il tessuto delle sedute è a effetto tema, mentre i cuscini supplementari sono in velluto.

SCATOLE AMICHE

ARCHITETTURA | RICARDO LEGORRETA

Nel panorama storiografico del Modernismo, la figura di Ricardo Legorreta occupa un posto del tutto particolare. Seguace di Luis Barragàn, l’architetto messicano azzera la differenza di scala tra le diverse tipologie d’intervento attraverso l’uso del colore, sfidando il tabù razionalista della decorazione applicata. Ma per Legorreta l’elemento cromatico non è un semplice attributo. Anzi, unifica la sua poetica, basata sul rapporto magico tra tinta unita, luce e ombra, come auspicava Le Corbusier. Le sue opere sono dipinti di astrattismo geometrico che diventa tridimensionale.

Mentre il Movimento Moderno rivendicava l’“onestà” visiva del materiale architettonico, le austere forme platoniche di Legorreta si affidano unicamente all’involucro intonacato come foriero di emozione. Secondo uno spirito tutto latino – abbondantemente esportato negli USA – l’immagine dell’edificio fa presa sull’immaginario collettivo e diventare friendly.

SPESA COLORATA

LARGE RETAILERS | SOLERA

Recentemente è stato inaugurato il nuovo punto vendita Solera, brand importante della grande distribuzione in territorio tedesco. Il progetto è stato affidato allo studio valenciano Masquespacio, che ha escogitato un modo decisamente nuovo di identificare e organizzare gli spazi di un supermercato.

Sicuramente è l’uso del colore a creare una forte integrazione tra interno ed esterno, tra grafica e arredo, tra percorsi e punti di interesse specifico. I designer, già noti per altri recenti (e coloratissimi) lavori nel campo del retail, danno vita a un linguaggio visivo perentorio ma friendly, ai limiti del pop, per creare un ambiente accogliente e stimolante. Anche forme e geometrie risultano particolarmente elementari e leggibili.

Giallo limone, rosso e turchese formano una palette limpida che spicca sul nero, destinato a neutralizzare visivamente le parti edilizie e strutturali preesistenti.

ULTRA-POST-MODERNO

FURNITURE DESIGN | PETER SHIRE

«Personalmente, quando progetto procedo per aggiunta invece che per sottrazione»: è il paradigma operativo di Peter Shire, membro originario di Memphis, il collettivo fondato da Ettore Sottsass nel 1981. Sebbene un po’ adombrato dai co-protagonisti che nei decenni seguenti hanno avuto maggiore fortuna in ambito industriale in modo autonomo, il designer britannico viene ricordato per i suoi arredi iper-segnici, nei quali il colore diventa un elemento grammaticale irrinunciabile e dinamitardo.

I lavori di Shire, con le loro palette cromaticissime, rappresentano forse la falange estremista e surreale (il che è tutto dire…) del postmoderno nel campo dell’arredo. Tra spigoli vivi, assemblaggi improbabili e contrappunti geometrici, quei pezzi sono il monumento di una gustosa e ingenua ridondanza, in un gioco artigianale che ha aperto la strada a tanto design autoprodotto tipico dell’inizio di questo millennio.

ARCOBALENO SUBACQUEO

ARCHITETTURA | MONTECARLO

Victor Vasarely, uno dei padri della Op Art, ha sempre mantenuto un’attività multidisciplinare, che spesso ha sconfinato nel campo architettonico.

Fra le sue numerose commissioni pubbliche, la più sbalorditiva – ma anche fra le meno conosciute – è sicuramente la piscina Hexa Grace, creata nel 1979. Situata sul tetto dell’Auditorium Rainier III nel Principato di Monaco, la enorme vasca esagonale si affaccia sul Mar Mediterraneo. Il pattern della pavimentazione interna, fino alle piastrelle rombiche, segue la geometria perimetrale, basata sugli angoli di 60°.

L’universo grafico del pittore ungherese è immediatamente riconoscibile. La percezione dell’opera è strettamente legata ai principali caratteri fisici del contesto: forte inclinazione del suolo e grattacieli. Ma il vero colpo d’occhio sta nelle vedute aeree e satellitari: dalla mappa di Google un arcobaleno esagonale “buca” la Costa Azzurra.