IL TETTO CHE VIBRA

ARCHITECTURE | REDLAND-SCAPE

Aspire Sukhumvit – Rama 4 è un edificio polifunzionale recentemente inaugurato in una delle zone più strategiche di Bangkok. Esso è caratterizzato da facciate sostanzialmente banali, allineate alla tradizione dell’International Style.

Ma, grazie a un progetto specifico di Redland-Scape, è sul tetto che appare un tocco audace e dinamico, un accento distintivo che infonde all’architettura passione e individualità, un filo vibrante intessuto armoniosamente in tutto il progetto. La passerella rossa ridefinisce l’intera architettura, dando vita a un’esperienza straordinaria.

La passerella metallica, destinata a collegare i diversi livelli del rooftop con il giardino pensile, dà vita a un linguaggio visivo potente e unico in contrasto con la parte botanica. Il ponte sopraelevato è strategicamente posizionato per amplificare l’esperienza dell’utente: un flusso cinetico tridimensionale lo mette in relazione con lo stupefacente panorama metropolitano.

 

The vibrating roof – Aspire Sukhumvit – Rama 4 is a multipurpose building recently opened in one of Bangkok’s most strategic areas. It is characterized by largely unassuming facades, in keeping with the tradition of the International Style.

But thanks to a specific design by Redland-Scape, a bold and dynamic touch appears on the roof, a distinctive accent that imbues the architecture with passion and individuality, a vibrant thread woven harmoniously throughout the project. The red walkway redefines the entire architecture, creating an extraordinary experience.

The metal walkway, designed to connect the different levels of the rooftop with the roof garden, creates a powerful and unique visual language that contrasts with the botanical garden. The elevated bridge is strategically positioned to amplify the user experience: a three-dimensional kinetic flow connects it to the stunning metropolitan panorama.

SACRA CULTURA

INTERIOR | CAARPA

«Il progetto consiste nel restauro e nella ristrutturazione di un’antica chiesa ora trasformata in una piccola sala conferenze ed eventi. Per disporre di uno spazio riservato è stato costruito un telaio in acciaio sopraelevato: la “cantoria”. Parla un linguaggio diverso, ma cerca connessioni con l’antico edificio. La struttura in acciaio è una macchina spaziale che aggiunge scorci e punti di vista inediti, modificando la percezione dello spazio». Con queste parole i progettisti mettono a fuoco il cuore del progetto di riconversione funzionale e di restauro della chiesa sconsacrata di Nostra Signora della Costa, a Levanto (La Spezia).

Nel quadro di un intervento assai delicato, sono anche gli aspetti cromatici ad armonizzare la cantoria con la preesistenza. Un azzurro decisamente desaturato richiama alcuni frammenti degli affreschi superstiti, dominati da varie tonalità di nuance calde tra beige dorato e rosato.

 

Sacred culture – «The project involves the restoration and renovation of an ancient church, now transformed into a small conference and event hall. To create a private space, a raised steel frame was built: the “choir”. It speaks a different language, yet seeks connections with the ancient building. The steel structure is a spatial machine that adds new glimpses and perspectives, altering the perception of space». With these words, the designers pinpoint the heart of the project for the functional conversion and restoration of the deconsecrated church of Nostra Signora della Costa in Levanto.

In the context of a highly delicate intervention, the chromatic aspects also harmonize the choir with the existing structure. A decidedly desaturated blue recalls some fragments of the surviving frescoes, dominated by various warm hues ranging beige from golden to pink.

 

IL COLORE E LA SCENA

ART | DAVID HOCKNEY

È difficile incasellare criticamente l’opera di David Hockney, l’artista britannico scomparso pochi giorni fa. Tra Pop, Iperrealismo e Simbolismo, egli ha dato all’arte contemporanea un contributo del tutto personale, con scene oniriche, tese tra ottimismo e assenza.

Qui ci interessa riflettere come egli abbia affrontato la pittura di tipo figurativo con un piglio decisamente originale, staccandosi da gran parte delle ricerche e dalle sperimentazioni dei suoi colleghi del Dopoguerra, orientati alla dimensione aniconica e al concettualismo.

Hockney, trapiantato da lungo tempo nella California del Sud, ne trascrive il soleggiamento uniforme e brillante, che quasi azzera gli effetti chiaroscurali per mettere in primo piano i campi cromatici.

Nelle tele di Hockney troviamo relazioni tra colori improbabili. Chiazze pure e prove di profondità come se la composizione strizzasse l’occhio all’astrattismo. Il colore appiattisce la scena, creando palette ad alto potere emozionale.

 

Color and the scene – It’s difficult to critically classify the work of David Hockney, the British artist who passed away a few days ago. Between Pop, Hyperrealism, and Symbolism, he made a highly personal contribution to contemporary art, with dreamlike scenes poised between optimism and absence.

Here, we’re interested in reflecting on how he approached figurative painting with a decidedly original approach, distancing himself from much of the research and experimentation of his postwar colleagues, who oriented themselves toward aniconic art and conceptualism.

Hockney, a longtime Southern California resident, captures its uniform, bright sunlight, which almost eliminates chiaroscuro effects to foreground the chromatic fields.

In Hockney’s canvases, we find unlikely relationships between colors. Pure patches and attempts at depth seem to hint at abstraction. Color flattens the scene, creating palettes with a powerful emotional impact.

L’ENERGIA DELLA MUSICA

L’Auditorium di Cartagena, nella Spagna meridionale, denominato popolarmente “El B”, sorge a pochi passi dal mare. Il volume architettonico si integra perfettamente con il contesto portuale, ma il suo interno si contrappone all’immaginario generato dal paesaggio costiero.

Questo volume rigido e regolare contiene forme scatenate, asimmetriche, libere, fluttuanti. L’energia della musica si esprime in una fervida relazione tra superfici bianche e luminosissime e gli elementi architettonici caricati di arancione.

Scale, tribune, passerelle e piattaforme assumono una funzione aggregativa, come luoghi significativi all’interno di uno spazio fluido e fortemente relazionale.

Anche se questo lavoro non è recentissimo – il suo completamento risale al 2011 – il suo valore è confermato da una visione antiaccademica e dinamica degli spazi dedicati alla cultura musicale.

 

The energy of music – The Cartagena Auditorium in southern Spain, popularly known as “El B,” stands just steps from the sea. The architectural volume integrates perfectly with the port context, yet its interior contrasts with the imagery generated by the coastal landscape.

This rigid and regular volume contains wild, asymmetrical, free-flowing, and floating forms. The energy of the music is expressed in a fervent relationship between bright, white surfaces and architectural elements infused with orange.

Staircases, stands, walkways, and platforms take on a gathering function, as significant places within a fluid and highly relational space.

Although this work is not very recent – it was completed in 2011 – its value is confirmed by an anti-academic and dynamic vision of spaces dedicated to musical culture.

META-ALLUCINAZIONE

INTERIOR | ZYVA STUDIO

Che Anthony Authie, giovane fondatore di Zyva Studio, sia uno spirito giocherellone e ironico è un fatto largamente noto. Egli sperimenta linguaggi a volte bizzarri, da fumetto, con la capacità di declinare il proprio linguaggio in base alle peculiarità dei luoghi e della committenza.

Nel progetto del lounge di Meta presso la Accor Arena di Parigi (nel distretto di Bercy), il designer si spinge verso un’atmosfera ipnotica e onirica. Forme morbide, linee schematiche e un assetto simmetrico partecipano a un sofisticato total drenching nel color lilla, con zone iridescenti. Visti la perfezione degli arredi e l’uniformità cromatica, lo spazio sembra creato con l’intelligenza artificiale, ma è reale e perfino immersivo.

Anthony mette a punto un modulo espressivo perfettamente allineato all’identità dell’azienda, ovvero la non fisicità.

 

Meta-Hallucination – It’s widely known that Anthony Authie, the young founder of Zyva Studio, is a playful and ironic spirit. He experiments with sometimes bizarre, comic-book-like languages, with the ability to adapt his language to the specifics of the location and the client.

In his design for the Meta lounge at the Accor Arena in Paris (in the Bercy district), the designer strives for a hypnotic and dreamlike atmosphere. Soft shapes, schematic lines, and a symmetrical layout contribute to a sophisticated total drenching in lilac, with iridescent zones. Given the perfection of the furnishings and the uniformity of the colors, the space seems created with artificial intelligence, yet it is real and even immersive.

Anthony develops an expressive module perfectly aligned with the company’s identity: non-physicality.

 

I VASI DEL PADEL

INTERIOR | SALTO STUDIO

Un magazzino dismesso, otto campi e cinque oggetti scultorei. Ecco un esclusivo club di padel, che fa parte del nuovo progetto “8 Marvila”, nel vivace quartiere di Lisbona Est.

L’edificio preesistente (un magazzino industriale risalente ai primi del ‘900), è stato oggetto di un restauro estetico minimalista, con attenzione alle sue prestazioni strutturali, termiche e acustiche.

Il progetto dello spazio interno è dominato da cinque oggetti scultorei dalla forma cilindrica che si discostano dalla griglia ortogonale dei campi da padel e pickleball, capaci di creare un flusso di circolazione dinamico. Essi delimitano funzioni specializzate: reception/negozio, uffici, bar e un anfiteatro con vista sul campo centrale.

Per connotare queste micro-architetture, realizzate secondo i criteri della prefabbricazione, Salto Studio ha adottato un tono del color terracotta, assai vicino a quello della classica terra rossastra dei campi da tennis, portando il tradizionale terreno di gioco a una condizione tridimensionale e immersiva.

 

The padel vases – A disused warehouse, eight courts, and five sculptural objects. This is an exclusive padel club, part of the new “8 Marvila” project in the vibrant East Lisbon neighborhood.

The existing building (an industrial warehouse dating back to the early 1900s) underwent a minimalist aesthetic restoration, with attention to its structural, thermal, and acoustic performance.

The interior design is dominated by five cylindrical sculptural objects that deviate from the orthogonal grid of the padel and pickleball courts, creating a dynamic flow of circulation. They delimit specialized functions: reception/shop, offices, a bar, and an amphitheater overlooking the center court.

To characterize these micro-architectures, created according to prefabrication criteria, Salto Studio adopted a terracotta color, very similar to that of the classic reddish clay of tennis courts, transforming the traditional playing surface into a three-dimensional and immersive experience.