ANIMALI GRAFICI

OBJECTS | ZENJI FUNABASHI

Il lavoro di Zenji Funabashi (classe 1942) è noto soprattutto per la sue grafiche di ispirazione realistica ma fortemente stilizzate e colorate a toni accesi. Poster, illustrazioni, film d’animazione e serigrafie artistiche a sua firma riecheggiano il linguaggio pop e vivace dei primi anni ’70, che il designer giapponese ha mantenuto nel tempo come tratto distintivo della propria attività iconografica.

Dalle due dimensioni all’oggetto il passo è breve: Funabashi ha concepito una collezione di piccoli toys a forma di animale con uno scopo più decorativo che pedagogico. Effettivamente il punto d’ispirazione sembra essere proprio il mondo dei bambini, ma con un esito molto più stylish.

Le sagome, che si compenetrano a due o a tre, sono ricavate da tavole di legno e verniciate con colori vivaci, che contrastano per meglio distinguere un animaletto dall’altro.

 

Graphic animals – The work of Zenji Funabashi (born in 1942) is known above all for his realistic-inspired graphics but strongly stylized and colored in bright tones. Posters, illustrations, animated films and artistic screen prints by him echo the pop and lively language of the early 70s, which the Japanese designer has maintained over time as a distinctive feature of his iconographic activity.

It’s a short step from two dimensions to an object: Funabashi has conceived a collection of small animal-shaped toys with a more decorative than pedagogical purpose. Indeed, the point of inspiration seems to be the world of children, but with a much more stylish outcome.

The shapes, which interpenetrate in twos or threes, are made from wooden planks and painted with bright colors, which contrast to better distinguish one animal from another.

INTELLIGENTI, ARTIFICIALI E… COLORATE

STREET FURNITURE | ROLANDO CODEÑO DE LA CRUZ

Ebbene sì, l’Intelligenza Artificiale si spinge oltre la normale sensorialità. Mentre la grafica digitale, in fatto di rendering fotorealistici, ha finora aspirava a ingannarci con disegni verosimili, ora Midjourney espande le frontiere della nostra normale visione.

Luci, superfici e texture appaiono come non le avevamo mai viste, tanto da comporre scene fiabesche. A questo processo di metamorfosi visiva non poteva sottrarsi il colore, che ora assume valenze percettive mai sperimentate in precedenza.

La produzione immaginaria è sempre più ampia, ma i nuovi prodigi dell’Intelligenza Artificiale possono essere esemplificati con efficacia dal lavoro di Rolando Codeño De La Cruz, che ha progettato queste pensiline (immaginate) in fibra di vetro per la sosta o per l’attesa dei mezzi pubblici. Insomma, Midjourney ci procura anche il tram diretto al futuro.

 

Intelligent, artificial and… colorful – Yes, Artificial Intelligence goes beyond normal sensoriality. While digital graphics, in terms of photoreal rendering, has so far aspired to deceive us with plausible drawings, now Midjourney expands the frontiers of our normal vision.
Lights, surfaces and textures appear as we’ve never seen them before, so as to compose fairytale scenes. Color could not escape this process of visual metamorphosis, which now takes on perceptual values never experienced before.

The imaginary production is ever wider, but the new marvels of Artificial Intelligence can be effectively exemplified by the work of Rolando Codeño De La Cruz, who designed these (imagined) fiberglass canopies for parking or waiting of public transport. In short, Midjourney also provides us with the tram to the future.

STRISCE DI MODA

FURNITURE | ARTHUR ARBESSER

Arthur Arbesser, fashion designer di nuova generazione, strizza l’occhio al design d’arredo. È in fase di lancio una nuova edizione della sedia Pemo a Milano, presso la Galleria Oxilia, in nove nuove varianti di colore.

La forma liscia e precisa della sedia genera un affascinante senso di movimento mentre interagisce con la superficie grafica lineare. La fusione di pattern e colori, che avviene attraverso l’armonioso intreccio di angoli, curve e linee, evoca un immediato senso di allegria.

La forma e la scala deliberatamente naïve della sedia fanno parte di un gioco consapevole che rimanda al linguaggio dei mobili per bambini. Pop, volutamente sproporzionata e solida, essa rivela una presenza scultorea che va oltre la loro funzione pratica.

Per ciascuna delle nove varianti cromatiche saranno prodotti solo due esemplari, rendendo questa collezione una vera edizione limitata.

 

Fashion stripes – Arthur Arbesser, new generation fashion designer, winks to furniture design. A new edition of the Pemo chair is being launched in Milan, at the Oxilia Gallery, in nine new color variants.

The chair’s smooth, precise shape generates a fascinating sense of movement as it interacts with the linear graphic surface. The fusion of patterns and colours, which occurs through the harmonious interweaving of angles, curves and lines, evokes an immediate sense of cheerfulness.

The chair’s deliberately naïve shape and scale are part of a conscious play that refers to the language of children’s furniture. Pop, deliberately disproportionate and solid, it reveals a sculptural presence that goes beyond their practical function.

Only two specimens will be produced for each of the nine color variants, making this collection a truly limited edition.

UN NEGOZIO DA ABITARE

INTERIOR | AZAB

Questo prototipo di casa a Bilbao dello studio Azab cerca di trasformare gli spazi commerciali inutilizzati al piano terra in alloggi sociali. Un approccio decisamente insolito, eppure capace di generare una nuova idea di spazio domestico, soprattutto in senso tipologico.

Ampi volumi, inondati dalla luce naturale che penetra dalle vetrine, suggeriscono un linguaggio decorativo del tutto nuovo.

In questo spazio rarefatto occorreva delineare una forte unità visiva, a partire dal colore dell’involucro: pareti e soffitto sono verde pallido. I progettisti individuano poi pochi elementi destinati alla caratterizzazione formale di quel paesaggio, come la cucina arancione, fondamentale per creare la “sensazione di casa”, i tendaggi in velluto rosso e le piastrelle verde scuro, in un gioco audace di contrasti tra tinte opponenti.

«L’ornamento, il colore e la trama sono essenziali per noi nella costruzione del comfort», spiegano gli architetti, Cristina e Miguel.

 

A store to live in – This prototype house in Bilbao by Azab studio seeks to transform unused commercial spaces on the ground floor into social housing. A decidedly unusual approach, yet capable of generating a new idea of domestic space, especially in the typological sense.

Large volumes, flooded with natural light that enters from the windows, suggest a completely new decorative language.

In this rarefied space it was necessary to outline a strong visual unity, starting from the color of the casing: the walls and ceiling are pale green. The designers then identified a few elements intended for the formal characterization of that landscape, such as the orange kitchen, essential for creating the “feeling of home”, the red velvet curtains and the dark green tiles, in a bold play of contrasts between opposing colours.

«Ornament, color and texture are essential for us in the construction of comfort», explain the architects, Cristina and Miguel.

UN’ARCHITETTURA PER IL SOLE

ARCHITECTURE | NEIU

Situata a Chicago, la Northeastern Illinois University (NEIU) El Centro è rivolta soprattutto agli studenti delle minoranze, la maggior parte dei quali diventeranno i primi nella storia della loro famiglia a raggiungere l’istruzione superiore. L’obiettivo principale di questo progetto era quello di creare un edificio che diventasse un faro per una comunità multietnica, in grado di generare un senso di appartenenza attraverso opportunità educative, professionali e culturali.

L’edificio ha un assetto architettonicamente unitario, a forma di boomerang, con un andamento assai dinamico e asimmetrico. Le facciate rivolte a Sud, affacciate su un’enorme high-way, sono rivestite da una fitta sequenza di stecche verticali con un effetto optical-cinetico: in una direzione appaiono gialle, dall’altra sono grigio-azzurre.

Ma non è un gioco formale. I listoni, disposti secondo uno schema algoritmico, sono pannelli solari che catturano la luce.

 

An architecture for the sun – Located in Chicago, Northeastern Illinois University (NEIU) El Centro caters primarily to minority students, most of whom will become the first in their family history to attain high school education. The main objective of this project was to create a building that would become a beacon for a multi-ethnic community, capable of generating a sense of belonging through educational, professional and cultural opportunities.

The building has an architecturally unified structure, in the shape of a boomerang, with a very dynamic and asymmetrical trend. The south-facing facades, overlooking a huge highway, are clad in a dense sequence of vertical slats with an optical-kinetic effect: in one direction they appear yellow, in the other they are grey-blue.

But it’s not a formal game. The planks, arranged according to an algorithmic pattern, are solar panels that capture the light.

COLORE E LUCE PER SALVARE IL PIANETA

INSTALLAZIONE | NOROO

Noroo ha presentato l’installazione “Mirage” alla Milano Design Week, luogo di riflessione, visione, speranza e guarigione. Il progetto è stato curato della sede italiana dell’azienda coreana leader nel settore chimico e delle vernici, in collaborazione con UAUproject.

“Mirage” codifica anche la nuova tendenza del colore nel design. Tratteggia uno spazio dai confini e dalla luce labile, un luogo insolito lontano dalle aree abitate dalla coscienza e tangente le aree frequentate dal sogno. È un luogo di solitudine, di protezione, di riflessione e di stupore. Nella foresta dei miraggi presenze insolite fuoriescono da prismi di luce iridescente, grandi crisalidi colorate protese verso l’alto, come totem nelle fiabe sono oggetti magici portatori di mistero occultati dentro la foresta, oggetti nascosti e lontani dalla città.

Noroo Milan Design Studio, che ha sede anche a Milano, ogni anno anticipa le tendenze del colore nel design, nell’arte, nell’architettura (e da quest’anno anche nel settore della mobilità) attraverso il suo color trend book Cover All.

In questo lavoro, caratterizzato da totem disegnati e realizzati in stampa 3D da UAUproject, ha assunto un ruolo determinante il progetto illuminotecnico. Paolo Calafiore, docente di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo e lighting designer, è l’autore di quegli effetti visivi stupefacenti e surreali, in cui luce e colore hanno stabilito un rapporto inscindibile. In particolare, i riflessi colorati dei piedistalli sono entrati in contrasto dialettico con la superficie opaca e striata dei totem.

 

Color and light to save the planet – Noroo presented the “Mirage” installation at Milan Design Week, a place of reflection, vision, hope and healing. The project was curated by the Italian headquarters of the leading Korean company in the chemical and paint sector, in collaboration with UAUproject.

“Mirage” also codifies the new color trend in design. He outlines a space with boundaries and labile light, an unusual place away from the areas inhabited by the conscience and tangent to the areas frequented by dreams. It is a place of solitude, protection, reflection and amazement. In the forest of mirages, unusual presences emerge from prisms of iridescent light, large colored chrysalis stretched upwards, like totems in fairy tales, they are magical objects carrying mystery hidden inside the forest, hidden objects far from the city.

Noroo Milan Design Studio, which is also based in Milan, every year anticipates color trends in design, art, architecture (and from this year also in the mobility sector) through its color trend book Cover All.

In this work, characterized by totems designed and manufactured in 3D printing by UAUproject, the lighting design has assumed a decisive role. Paolo Calafiore, professor of Scenography at the Academy of Fine Arts in Palermo and lighting designer, is the author of those amazing and surreal visual effects, in which light and color have established an inseparable relationship. In particular, the colored reflections of the pedestals entered into dialectical contrast with the opaque and streaked surface of the totems.