L’ARCOBALENO DI CRISTALLO

FASHION | SWAROVSKI

Negli ultimi anni, varie iniziative progettuali e d’immagine hanno consentito alla Swarovski di collocare il proprio prodotto su orbite contemporanee, pur rimanendo fedele al tema del cristallo sfaccettato.

In occasione dell’opening della nuova Manufaktur, a Wattens, l’azienda austriaca ha chiesto a Carlotta Tabaroni di creare un’installazione. La stylist ha valorizzato gli elementi Swarovski – dallo strass più minuto, da usare come semilavorato, fino alle proposte fashion più complete – in una sequenza cromatica davvero spettacolare. Su due scaffali curvilinei, di color bianco, sono stati mescolati gli oggetti in modo da creare una sfumatura continua, che parte dal bianco per attivare al blu.

Un arcobaleno lineare, che lascerà sicuramente un’impronta nell’immaginario dell’azienda che esporta in tutto il mondo, regalando sogni scintillanti a chi non può permettersi i diamanti.

PUNTINI D’AUTORE

ARREDO | ALESSANDRO MENDINI

Un’altra operazione “illuminata” di Alpi, leader nel settore delle superfici decorative in legno. Dopo le impiallacciature di Ettore Sottsass, l’azienda riedita il primo legno realizzato per Atelier Mendini nel 1991: Pointillisme COL e B/N, ovvero un decoro in versione “solare”, a colori, e in versione “lunare” nei toni del grigio.

Pixel policromi e suggestioni del pointilismo sono riprodotti nel legno Alpi grazie alla cultura sartoriale dell’azienda, che ha permesso di realizzare questo disegno preservandone il carattere pulviscolare e intangibile.

Per il rilancio di quel modello, Alessandro Mendini (con la collaborazione di con Alex Mocika) ha disegnato una capsule collection di contenitori, denominata “Tre Primitivi”, caratterizzata da geometrie solenni e da superfici dall’immagine granulare, in perenne tensione fra luce e ombra, fra giorno e notte, fra energia e tenebra.

ACQUERELLI BAROCCHI

PITTURA | MANUALISTICA

Nel 2014 è stato ritrovato, presso la Bibliothèque Méjanes di Aix-en-Provence, un libro risalente al 1692 ma pressochè sconosciuto, a parte gli addetti ai lavori dell’epoca barocca.

È un manuale cromatologico, in esemplare unico, a uso delle botteghe di dei pittori e illustratori del XVII secolo: in oltre 700 pagine scritte a mano in olandese, l’autore, che si identifica come A. Boogert, descrive come rendere i colori ad acquerello, come mescolarli tra di loro e come cambiare il loro tono con l’aggiunta di “uno, due o tre porzioni di acqua”. Le pagine riportano un numero estesissimo di campioni di colore dipinti a mano in differenti sfumature, con tanto di classificazione alfanumerica.

Il Traité des couleurs servant à la peinture à l’eau era probabilmente la guida sul colore più completa del suo tempo. In una fase storica di rivoluzioni scientifiche e di sperimentazione pittorica, si tratta certamente di uno strumento di immenso interesse metodologico.

IL CALCIO OSPITA LA PITTURA

ARTE | OFFSIDE GALLERY

Nel paesaggio dell’arte contemporanea, segnaliamo un’iniziativa a dir poco strepitosa. A Lione, nel cuore della Francia, ha appena aperto i battenti una galleria d’arte senza… galleria. Difatti, Offside è costituita da un collettivo di artisti attivi nell’ambito della street art, per cui senza la necessità di uno spazio chiuso e canonico.

In tal senso, nessuna superficie è più adeguata delle strutture in cemento armato del Grupama Stadium, soprattutto per le dimensioni. Così i direttori, Guillaume et Gautier Mathieu, offrono la visione delle opere al pubblico calcistico e accolgono altri visitatori in orari infrasettimanali.

Qui pubblichiamo alcune immagini dell’insolita scala arcobaleno, di cui sono state colorati sia i gradini sia l’estradosso, ciò che la rende un’opera di writing decisamente tridimensionale.

VISIONI SURREALI

ARREDO | GLAS ITALIA

Il colore non esiste come fatto assoluto. La sua percezione è sempre regolata e condizionata da molteplici fattori, primo fra tutti il materiale.

Lo dimostra efficacemente la collezione di arredi Shimmer, disegnata da Patricia Urquiola per Glas Italia. Oltre a valorizzare le tecniche di assemblaggio delle lastre di vetro, la designer attribuisce a quei prodotti un’identità quasi magica. La finitura di superficie (trasparente o satinata) è ottenuta con pellicole colorate a effetto iridescente, con tonalità variabili in base alla luce e alla posizione dell’osservatore, cui si aggiungono i giochi di sovraimpressione.

L’effetto ottico è quello di piani evanescenti, solidi ma impalpabili.

La forma elementare e il loro assemblaggio schematico degli elementi ha consentito alla Urquiola di creare un’ampia gamma di modelli.

UNA CASA GIOIOSA

DESIGN | BOSA

“Decorare” la casa significa oltrepassare il dato puramente organizzativo e funzionale per imprimerle una personalità visiva più spiccata, più originale. Spesso l’identità di uno spazio abitativo deriva più da dettaglio come tessuti, tinteggiatura delle pareti, oggetti, tappeti e tanto altro.

Se pensiamo all’oggettistica, ci viene in mente Bosa, azienda trevigiana di grande notorietà che, al sapere artigiano ha unito una ricerca iconografica assai feconda. In questa operazione, è riconoscibile la collaborazione con importanti designer contemporanei (Jaime Hayon, Sam Baron, Matteo Cibic, ecc.).

Oltre che per i temi e gli spunti divertenti, i prodotti di Bosa si contraddistinguono per un uso disinibito del colore, sia in tinta unita che in pattern, tanto da assumere, nella casa, un forte valore simbolico e iconografico, secondo suggestioni post-moderniste (prima fra tutte, quella di Mendini).