ESORDIO COLORATO

DESIGN | BANNACH

Nel 2018 lancia una collezione di arredi autoprodotta e, agli inizi del 2019, vince il German Design Award. Un debutto in grande stile per Moritz Bannach, che propone una linea di arredi realizzati in stretta collaborazione con selezionati laboratori artigianali tedeschi per garantire qualità e sostenibilità. Il processo di produzione combina tecnologie innovative e metodi tradizionali.

Fra questi ultimi, la laccatura, per la quale il designer individua dei colori audaci e ben saturi, come il rosa, il verde bottiglia e l’arancio. Questi convivono, in un coraggioso match, nel tavolo Abbondio, costruito mediante intersezione di lastre (che si trasformano in piani cromatici), secondo una reminiscenza chiaramente modernista.

Bannach, che vive e lavora a Berlino, compie un lavoro di sintesi tra discipline progettuali e visive, ma il colore diventa il primo fattore di identificazione del marchio, senza mezzi termini.

PIXEL SUL TERRITORIO

ARTE | LIGAMA

Dire che Ligama è uno street artist è forse riduttivo. Il giovane artista siciliano intrattiene con il contesto fisico un rapporto molto più complesso e viscerale.
Ligama crea pattern giganti, generati liberamente o dall’ingrandimento di immagini reali. ciascuna porzione cromatica ha contorni irregolari e manuali, a sottolineare l’aspetto emotivo del messaggio artistico. I macro-pixel, che vanno a formare palette armoniche o contrastate, vengono poi dipinte su superfici murarie esistenti, di qualunque natura, dalla casetta rurale diroccata alla facciata urbana, fino all’interno di un edificio pubblico.
Attualmente l’artista è impegnato in un viaggio nell’entroterra della Sicilia nel progetto “Uncommissioned Landscape Manipulation”, attraverso cui attua una consapevole trasformazione del territorio: interviene sui ruderi abbandonati, interrompendo di fatto una tradizione visiva tipica del paesaggio stesso, ri-attribuendo interesse e “significato” ai suoi frammenti.

LA DANZA DEI RETTANGOLI

ARCHITETTURA | DÜSSELDORF

Il settore del tessuto urbano di Düsseldorf affacciato sul Reno rappresenta un vero e proprio laboratorio di architettura contemporanea. Interessantissimo di giorno, poiché offre concetti di riflessione; spettacolare di notte, poiché luce e colore creano un paesaggio ad alta carica visiva.
In un lotto stretto ma sviluppato in profondità sorge un edificio progettato dallo studio di William Alsop, originariamente destinato a uffici, ma riconvertito a hotel nel 2013.
Un parallelepipedo assai rigoroso si smaterializza visivamente in virtù della grafica del trattamento delle facciate.
Il manufatto è rivestito da 2200 pannelli di vetro stampato con un ristretto numero di colori – elementari ma non banali: giallo, rosso, verde salvia, bianco gesso, nero, blu notte , con moderata presenza di arancio cupo – combinati secondo un pattern di rettangoli dalle dimensioni assai variabili.

COLORE E LUCE A MANHATTAN

INTERIOR | INÉS ESNAL

L’androne condominiale è spesso un luogo di solo transito, anche se in altre epoche aveva il compito di rivelare verso la strada e alle persone avventizie un’idea di magnificenza e di appartenenza borghese.

La lobby di un edificio residenziale di New York, dal sapore scarno e minimalista, è il teatro di una performance cromatica tridimensionale di Inés Esnal, artista adottata dalla stessa metropoli. Sfruttando la luce naturale che passa attraverso tre lucernari ai margini del soffitto, la Esnal crea dei paraboloidi iperbolici mediante cavi colorati, realizzando sfumature come se questi fossero dei pixel lineari. Le tinte sono vivaci, con preminenza dell’azzurro e dell’arancio.
A ciò sui aggiunge anche l’effetto della luce diurna, che contribuisce, dall’alto verso il basso, all’effetto chiaroscurale.
Così la grande scatola brutalista in cemento armato prende vita.

RAGNATELE MULTICOLOR

ARTE | TOSHIKO MACADAM

L’opera di Toshiko MacAdam, artista giapponese trapiantata in Canada, possiede una cifra davvero riconoscibile e di forte impatto comportamentale.

Le sue installazioni non sono concepite e realizzate te a titolo puramente contemplativo, bensì per interagire con i fruitori. Insomma, per essere “usate”, in questo caso sul piano ricreativo.
La MacAdam crea personalmente enormi poligoni in un filato speciale, a colori vivaci e differenziati, con la tecnica dell’uncinetto. Uniti fra loro, formano gigantesche reti da appendere in alto, lungo il loro perimetro, mediante tiranti. La loro funzione? Far giocare i bambini su una superficie elastica.

Anche se la “Public Art for Kids” della MacAdam ha un senso in base alla destinazione ludica, è comunque capace di generare un vero e proprio spettacolo visivo, considerando l’impatto scenografico delle ragnatele caleidoscopiche all’interno di spazi di dimensioni già grandi.

HAUTE COULEUR

FASHION | ALTA MODA PARIS SS19

A pochi giorni dalla conclusione della settimana dell’alta moda di Parigi, gli stilisti hanno manifestato un interesse ancora vivissimo per il colore applicato all’abito, tanto che molti abiti da sera si presentano come vere e proprie scariche cromatiche. Ecco un report fulmineo sulle proposte più intriganti.

Pier Paolo Piccioli, sotto il marchio Valentino, prosegue una ricerca cromatica davvero sofisticata, sia nelle singole tinte sia nei loro accostamenti; mentre Giorgio Armani gioca la propria collezione Privé sul contrasto, in tante declinazioni, tra rosso fiamma e blu elettrico.

La collezione di Zuhair Murad si struttura proprio sulla declinazione di 5 colori: blu (fino al turchese, vedi foto), rosa corallo, lilla, oltre al bianco. Di impronta decisamente più dark (e un po’ fiabesca) è la passerella di Giambattista Valli, che però inserisce abiti dai colori accesi, come il rosa un po’ Barbie. Con lo stesso ruolo di rottura, i toni vivaci sono usati da Georges Chakra, però rispetto al bianco: ad esempio, il giallo intermedio tra limone e fluo.

Ma anche il total white può conquistare la massima espressività. Ce lo dimostra Olivier Rousteing con la collezione firmata Balmain.