COLORI A FETTE

FURNITURE | LIGNE ROSET

Passata da azienda ad azienda dal ’96 a oggi, la poltrona “Slice” (“fetta”, appunto) fa parte del ricco e vivace catalogo di Ligne Roset, che comunque rispetta il disegno di Pierre Charpin, uno dei più talentuosi designer francesi contemporanei.

Essa si colloca nella galassia di elementi d’arredo componibili, che l’utente può personalizzare e interpretare a piacimento, soprattutto sul fronte cromatico. Essa appare come un corpo allungato e tagliato a fette, a partire dallo schienale. Il cliente può combinare la propria palette cromatica combinando le tinte – molto vivaci, ma tutt’altro che banali – del rivestimento tessile. E infine comporre una seduta dal carattere un po’ ludico ma soprattutto molto informale, che può proseguire all’infinito anche sotto forma di poggiapiedi o di pouf separato.

Nel panorama dell’arredo contemporaneo, Slice rappresenta uno dei modelli più dinamici e intriganti in fatto di imbottiti.

PINK REMIX

INTERIOR | AZAB

Il restyling di questo appartamento a Bilbao agisce su quanto presente addirittura dal 1968. Pur chiedendo un restyling allo studio Azab Architects, gli inquilini attuali hanno optato per il riutilizzo di quasi tutto l’arredo, di matrice assai tradizionale.

La sfida dei progettisti è consistita nell’armonizzare le preesistenze – compreso l’assetto distributivo fluido e dell’alloggio – con finiture e completamenti dal sapore contemporaneo.

L’unificazione riguarda soprattutto i dettagli degli spazi comuni (pavimentazione, carpenteria e mobili fissi) che prima erano nascosti.

La scelta più dirompente consiste sicuramente nella scelta di una nuova tavolozza cromatica (che comunque si adatta agli elementi esistenti) dominata dal rosa. Decisamente fantasiosi i pavimenti: spina di pesce in ceramica multicolor in cucina e moquette poligonale in alcuni locali.

La prevalenza delle tinte cosiddette “calde” genera un’atmosfera serena e ottimista.

ARCOBALENO IN SCATOLA

INTERIOR | MATALI CRASSET

Un open space nelle forme di un grande contenitore bianchissimo. È il nuovo spazio abitativo progettato da Matali Crasset, figura di punta del design francese (ma con collaborazioni soprattutto italiane in fatto di prodotti d’arredo), per una gioielliera.

L’appartamento, situato a Parigi, è stato riorganizzato secondo uno schema fluido e un micro-paesaggio assai luminoso. Pareti bianche e arredi dai toni neutri fanno da sfondo a coraggiosissime presenze cromatiche: un cilindro scorrevole pavimento/soffitto, ottenuto con una sequenza di doghe dalle tinte arcobaleno, racchiude la zona relax. Stessa soluzione per le tende alle finestre.

Pero non mancano accenti cromatici prevalenti, che conferiscono all’ambiente un’identità ancora più forte, come il pavimento in resina verde pallido, il day bed arancio e i contenitori della grande zona-cucina in verde superbrillante.

ABBRACCIO MULTICOLORE

ARCHITETTURA | MUSAC LEON

Effettivamente l’intervento non è recentissimo – è stato inaugurato nel 2005 – ma il rapporto tra schema tipologico e tessuto urbano appare di grande interesse, specie per il ruolo giocato dall’uso del colore sulle facciate.

La volumetria del Museo di Arte Contemporanea di León (MUSAC), in Spagna, è impostata su un ritmo modulare tra pieno e vuoto che occupa un intero isolato, con prospetti spezzati e uniformemente grigi. Questa maglia compatta e fondamentalmente isotropa si spezza in corrispondenza dell’area di ingresso, dove viene creato uno spazio convesso, quasi una piazza di raccordo tra museo e città.

L’impiego di pannelli policromi sulle facciate evoca l’idea di un abbraccio sotto il segno dell’arte e della cultura. Le tinte sono disposte asimmetricamente e provengono da tutto lo spettro cromatico. Insolitamente, l’abbinamento non avviene tra singole tinte ma tra palette composte da nuance di uno stesso colore.

UN CORNER PRIMARIO

RETAIL | JA! STUDIO

Un’incursione artistica nello store Loreak Mendian (San Sebastian, Spagna) a firma di Ja! Studio. La circostanza è la “messa in scena” della capsule collection di impermeabili Ura. Il minuscolo set up si trova all’ingresso del negozio, quasi a voler catturare lo sguardo dei passanti. E ci riesce grazie al raffinato gioco prospettico e soprattutto grazie all’uso dei colori primari (nella versione più satura) che caratterizzano la stessa collezione, in netto contrasto con il total white dello spazio interno.

Una pedana gialla triangolare, una quinta blu in lamiera forata ondulata, con effetto semitrasparente, e un pannello verticale verde vanno a formare una sorta di shop-in-shop esperienziale, che il visitatore percepisce come evento immersivo.

Il colore ha anche la funzione – sul piano concettuale – di ribaltare l’idea del maltempo, spaccando il grigiore che normalmente vi si associa.

IL PRISMA ESAGONALE

FURNITURE | DERLOT

Effettivamente non è la prima volta che parliamo del lavoro di Alexander Lotersztain, valente designer australiano, poiché rappresenta una figura professionale e creativa di grande interesse, specie in un contesto geografico assai debole sul fronte del design.

Ora la nostra attenzione si focalizza su Prisma, il sistema di sedute imbottite appartenenti a Derlot, il marchio attraverso cui lo stesso designer si autoproduce.

È un “programma” di moduli studiato per gli spazi terziari e caratterizzato da una versatilità estrema sul fronte dell’aggregazione dei singoli elementi, nonostante la loro apparente asimmetria e variabilità geometrica (incastri a spigolo, schienali di varia altezza e tavolini supplementari di vario tipo). La composizione (tendenzialmente infinita) avviene secondo un pattern esagonale.

Per quel che riguarda il rivestimento tessile, il catalogo prevede una vastissima disponibilità di tinte vivaci, soft e neutre, a conferma della versatilità del sistema.