LE STELLE CHE RESPIRANO

ART | OTTO PIENE

I moduli espressivi di Otto Piene, artista tedesco naturalizzato statunitense, è abbastanza multiforme, ma la sua ricerca si incardina nel filone cinetico. Piene crea opere sia su tela sia site specific, combinando luce, fuoco e movimento, combinando l’arte d’avanguardia con la tecnologia più recente. Esse posseggono un carattere universale, il cui significato viene stabilito dagli stessi spettatori attraverso emozioni ed esperienze.

Nell’installazione Langen Stars (“Le stelle lunghe”), ospitata dal National Museum di Breslavia e conclusasi lo scorso giugno, l’artista ha creato un mondo basato sull’empatia e sull’uguaglianza attraverso il movimento e il colore.

Le sculture si gonfiano e si sgonfiano, si alzano e crollano, muovendosi in un ritmo ipnotizzante. Danno l’impressione di creature quasi viventi che attirano il visitatore, favorendo l’interazione.

 

Breathing stars – The expressive modules of Otto Piene, a German naturalized American artist, are quite multifaceted, but his research hinges on the kinetic vein. Piene creates works both on canvas and site specific, combining light, fire and movement, combining avant-garde art with the latest technology. They possess a universal character, the meaning of which is established by the spectators themselves through emotions and experiences.

In the installation Langen Stars (“The long stars”), hosted by the National Museum of Wroclaw and concluded last June, the artist has created a world based on empathy and equality through movement and colour.

The sculptures inflate and deflate, rise and fall, moving in a mesmerizing rhythm. They give the impression of almost living creatures that attract the visitor, encouraging interaction.

DAL TAVOLINO ALLA CITTÀ

FURNITURE | KARIM RASHID

La creatività dinamitarda di Karim Rashid si esplica anche nei prodotti dalla forma più elementare. Per la lituana Vadasiga ha appena creato una collezione di side table denominata Ikon Cities. Altre sei collezioni appariranno nei prossimi tempi.

Il tavolino è ricavato da una lastra d’acciaio tagliata al laser e verniciata con polveri epossidiche.

Questa serie ha un significato speciale: le grafiche fresate sul piano d’appoggio rappresentano gli stemmi di dieci città della Lituania, cui il designer vuole rendere omaggio.

Questo sistema di tavoli modulari è accattivante soprattutto per i suoi colori vivaci, tipici dei lavori di Karim, che si aggiungono alla facilità d’uso e alla agevolezza dello stoccaggio.

Al di là della specifica ispirazione, le icone sono di per sé opere d’arte astratta, che possono decorare qualsiasi spazio interno.

 

From the table to the city – Karim Rashid’s explosive creativity is also expressed in products with the most basic shapes. For the Lithuanian Vadasiga he has just created a collection of side tables called Ikon Cities. Six more collections will appear in the near future.

The coffee table is made from a laser-cut steel plate painted with epoxy powders.

This series has a special meaning: the graphics milled on the table top represent the coats of arms of ten cities in Lithuania, to which the designer wants to pay homage.

This system of modular tables is captivating above all for its bright colours, typical of Karim’s works, which add to the ease of use and ease of storage.

Beyond the specific inspiration, the icons themselves are works of abstract art, which can decorate any interior space.

CROMODRAMMA

FASHION | ALEXANDER MCQUEEN

Le creazioni di Alexander McQueen hanno sempre manifestato un impianto severissimo, quasi scultoreo. Tutta l’austerità dell’epoca elisabettiana viene continuamente trascritta in chiave contemporanea attraverso linee rigorose, che lasciano poco spazio alla decorazione grafica.

Tuttavia, per la collezione pre-fall 23, Sarah Burton, direttrice creativa della maison londinese, apre una parentesi interessante sull’uso del colore applicando su un abito da uomo dei motivi astratti e sfumati, che sembrano usciti dalle bombolette di un writer o da un microscopio elettronico.

Un impinto decisamente tailoring viene dissacrato da chiazze a colori luminosi, caotici, ma ben armonizzati, che vengono applicati anche sulla clutch.

 

Chromodrama – Alexander McQueen’s creations have always displayed a very severe, almost sculptural structure. All the austerity of the Elizabethan era is continuously transcribed in a contemporary key through rigorous lines, which leave little room for graphic decoration.

However, for the pre-fall 23 collection, Sarah Burton, creative director of the London fashion house, opens an interesting parenthesis on the use of color by applying abstract and shaded motifs to a men’s suit, which seem to come out of a writer’s spray cans or from an electron microscope.

A decidedly tailoring imprint is desecrated by patches of bright, chaotic but well-harmonized colors, which are also applied to the clutch.

COME L’ARCA DI NOÈ

ARCHITECTURE | EDUCAN

Educan, situata a Brunete (Madrid), è una struttura dedicata agli animali, organizzata in chiave interspecie: un piccolo ecosistema in cui si riuniscono cani, uccelli, pipistrelli, insetti, esseri umani, CO2, acqua, acciaio e molteplici materiali. Un esperimento tipologico che dimostra che le architetture zootecniche, ritenute sempre “minori”, possono implicare innovazione architettonica e germi di cambiamento bio-ecologico.

Eeestudio e Lys Villalba hanno disegnato questo complesso, dedicato prevalentemente all’addestramento dei cani, in funzione della flessibilità e della trasformabilità. La scelta strutturale è riconducibile alle tipiche soluzioni da edificio industriale. La parte superiore del grande hangar è stato dipinto quasi totalmente in verde chiaro, per ricreare l’ambiente vegetale e per ottimizzare la luminosità, mentre la zona inferiore è rimasta il lamiera ondulata grezza. Al suo interno troviamo pochi elementi a tinte forti, quasi a creare elementi segnaletici nel paesaggio artificiale.

 

LIKE NOAH’S ARK – Educan, located in Brunete (Madrid), is a structure dedicated to animals, organized in an interspecies key: a small ecosystem in which dogs, birds, bats, insects, humans, CO2, water, steel and multiple materials come together. A typological experiment that demonstrates that zootechnical architectures, always considered “minor”, can imply architectural innovation and seeds of bio-ecological change.

Eeestudio and Lys Villalba have designed this complex, mainly dedicated to dog training, with a view to flexibility and transformability. The structural choice can be traced back to typical industrial building solutions. The upper part of the large hangar was painted almost entirely in light green, to recreate the green environment and to optimize the brightness, while the lower area remained in rough corrugated metal. Inside we find a few elements in strong colors, as if to create signaling elements in the artificial landscape.

TENDENZA TERRACOTTA / 2

INTERIOR | TIMUR MITIN

Il trend presentato nella scorsa puntata di questo blog annovera anche esperienze progettuali affidate all’intelligenza artificiale. Queste approdano principalmente ai social media con proposte addirittura prodigiose.

È il caso di questa villa, del tutto simulata, che l’autore immagina collocata in pieno deserto. Il colore della terra diventa protagonista di questo spazio, organico e sinuoso come le dune. Gli ambienti interni accolgono come una caverna articolata e scomposta, attraversata qua e là da inattesi squarci di luce.

I render della casa, di cui vengono raffigurati solo gli interni, sono talmente potenti da far immaginare il legame cromatico tra l’edificio e il paesaggio aspro.

Timur Mitin, giovane designer moscovita, esplora in digitale una nuova esperienza sensoriale, dove il colore gioca un ruolo primario.

 

Terracotta trend / 2 – The trend presented in the last episode of this blog also includes design experiences entrusted to artificial intelligence. These mainly land on social media with even prodigious proposals.

This is the case of this villa, completely simulated, which the author imagines located in the middle of the desert. The color of the earth becomes the protagonist of this space, organic and sinuous like the dunes. The interior spaces welcome like an articulated and decomposed cave, crossed here and there by unexpected glimpses of light.

The renderings of the house, of which only the interiors are depicted, are so powerful as to make one imagine the chromatic link between the building and the harsh landscape.

Timur Mitin, a young Moscow designer, digitally explores a new sensory experience, where color plays a primary role.

TENDENZA TERRACOTTA

TREND | RED & MORE

Questo non è, insolitamente, un focus su un manufatto, ma un’incursione su una tendenza cromatica assai presente, nella fase attuale, nel mondo del progetto.

Parliamo della diffusione – a tutte le scale d’intervento, dalle facciate degli edifici fino alla decorazione della casa – del color terracotta. Ovviamente parliamo di una finitura che non coincide necessariamente con l’applicazione del materiale originario, ma di una tonalità che crea, a livello visivo, un senso di morbidezza e di calore, oltre a potersi armonizzare con gran parte delle tonalità calde e neutre.

Si tratta di una nuance del rosso con una lieve flessione verso l’arancio. La sua cromaticità è media, con variazioni chiaroscurali. Varia dai toni biscottati, rosati, fino alle versioni più bruno-rossastre.

È chiaro che la gamma dei terracotta è infinita ma, se dovessimo ricondurla a una semplice notazione NCS, potremmo scrivere a livello indicativo NCS S 2060 – Y70R.

 

Terracotta trend – This is not, unusually, a focus on an artifact, but an incursion into a chromatic trend that is very present, in the current phase, in the world of design.

We are talking about the diffusion – at all scales of intervention, from the facades of buildings to the decoration of the house – of the terracotta colour. Obviously we are talking about a finish that does not necessarely coincides with the application of the original material, but of a shade that creates, on a visual level, a sense of softness and warmth, as well as being able to harmonize with most of the warm and neutral shades.

It is a nuance of red with a slight dip towards orange. Its chromaticity is medium, with chiaroscuro variations. It varies from biscuity, rosy tones to more reddish-brown versions.

It is clear that the range of terracottas is infinite but, if we had to reduce it to a simple NCS notation, we could write NCS S 2060 – Y70R indicatively.