LA CASA DEI FIORI

ARCHITETTURA | WMA

In un progetto di qualsiasi tipo, l’uso dell’intera gamma cromatica – per intenderci: l’effetto-arcobaleno – è una delle scelte più insidiose, poiché si rischia caos visivo e il qualunquismo cromatico. Tuttavia, questo approccio procura un risultato interessante nel nuovo mercato dei fiori “Mercabarna” di Barcellona, progettato dallo studio WMA.

L’impianto commerciale sorge alla periferia del capoluogo catalano e si presenta come un parallelepipedo prevalentemente grigio, con strutture a vista. La facciata principale viene differenziata con da piani inclinati e asimmetrici, rivestiti da pannelli metallici verniciati sia in diverse tonalità di grigio sia in un variegatissimo booklet multicolor.

La sequenza cromatica, apparentemente casuale, contiene tonalità prevalentemente sature ma lievemente annerite, alternate a colori neutri e pastello.

Nel paesaggio periurbano, un caleidoscopio architettonico rispecchia quello floreale.

QUANDO I COLORI SONO… STUPEFACENTI

ARCHITETTURA | OKUDA SAN MIGUEL

A Denver, in Colorado, la cannabis è legale. Una premessa importante, dato che è appena sorto liberamente un tempio per il raduno dei cultori di quella sostanza vegetale. L’International Church of Cannabis è diventata in tempi brevi un vero e proprio scoop, non solo per l’unicità (per ora) del tema, ma anche per la stessa identità dello spazio. Questo si presenta, sul piano esclusivamente strutturale, come una chiesa di impronta classica: simmetria, grande navata, nervature gotiche, panche allineate e tanti, tanti “affreschi”. Ma sono i temi delle decorazioni pittoriche a fare la differenza. Okuda San Miguel, artista spagnolo, ha dipinto muri e volte con soggetti psichedelici, tra astratto e figurativo. Elementi surreali e onirici, palesemente legati agli effetti della marijuana, a colori accesi e contrastanti. Pattern multicolor si alternano a figure bizzarre e mistiche, forse esagerate rispetto alle visioni pacifiche prodotte dalla celebre erba.

CAMMINARE SUL TAPPETO ROSSO

ARCHITETTURA | ENOTA

Intorno al Podčetrtek Sports Hall, in Slovenia, una sorta di red carpet guida il pubblico verso gli spazi interni.

La struttura sportiva presenta un volume irregolare e asimmetrico, marrone scuro, con intagli floreali sui pannelli metallici di rivestimento.

Oltre a imporsi eloquentemente sul paesaggio circostante – una zona periurbana in un contesto montuoso – il rosso è uno strumento di disegno dello spazio urbano. In particolare, risvoltando sulle pareti dell’edificio con piani obliqui, segna il raccordo tra la superficie percorribile e le facciate. E si pone come percorso pedonale ai margini della carreggiata.

Lo studio Enota, autore del progetto, crea uno scenario dinamico, dall’identità forte ed energica, grazie soprattutto alle superfici sghembe, che annullano la tradizionale gerarchia tra dentro e fuori, tra pieno e vuoto, tra orizzontale e verticale.

CROMO-MARKETING URBANO

BRANDING | LEGO + TIFFANY

Il colore non è soltanto un mezzo di identificazione di particolari realtà commerciali attraverso le due dimensioni. Talvolta esso è uno strumento di guerrilla marketing, ovvero un provvedimento più o meno aggressivo per comunicare un messaggio.

Quei colori che normalmente scorrono davanti ai nostri occhi sul monitor o sulla carta stampata, possono essere anche strumenti per catturare l’attenzione del pubblico attraverso installazioni “brandizzate”, che si impongono tridimensionalmente nel paesaggio urbano.

Le foto qui sopra ritraggono due pop up store (Tiffany a Londra, nel periodo natalizio; e Lego a Dubai) che stravolgono il modo di percepire un marchio proprio attraverso le dimensioni dell’oggetto colorato, che irrompe nelle tonalità neutre degli edifici sia storici che moderni. Diremmo che l’entità è funzionale all’identità.

COLORI DEL FUTURO

ARCHITETTURA | MVRDV

Durante la design week olandese del 2017, l’installazione più sbalorditiva è stata certamente quella progettata da MVRDV. Lo studio (anch’esso olandese) ha proposto, a titolo di manifesto, un alloggio temporaneo per studenti, battezzato Wego. La struttura è in legno, su più livelli, e assolutamente estroversa: ciascun ambiente è aperto in facciata, divenendo una sorta di piccola vetrina sullo spazio pubblico.

Le minuscole stanze sono dipinte con colori accesi, ma ognuna è diversa dalle altre. Nelle ore notturne è possibile chiudere il locale con una serranda semitrasparente: con la luce artificiale, l’edificio ha una vita cromatica anche di notte, come una gigantesca lampada urbana.

L’intervento di MVRDV indaga sul valore dell’esperienza cromatica nella quotidianità, tant’è che la permanenza in ciascun locale diviene un atto immersivo.

MANGIARE CON LO SGUARDO

FOOD | JOËL ROBUCHON

La nouvelle cuisine, che si è andata via via affermando dai primi anni ’70, attribuisce grande importanza alla presentazione del piatto al pari del gusto del cibo. Quest’ultimo si propone come un’esperienza polisensoriale, a dispetto della porzione esigua.

Gli approcci tipici di quel movimento culinario, di origine francese, sono un fatto oramai radicato nel lavoro degli chef di tutto il mondo. Uno dei più illustri esponenti della nouvelle cuisine contemporanea è Joël Robuchon, che tiene alta la tradizione del proprio paese.

Senza entrare nel merito degli aspetti gustativi, i piatti di Robuchon trovano nel colore un importante elemento di identificazione. Mentre salse e carni tendono a tonalità spente, lo chef gioca sulla vivacità cromatica e perfino sul contrasto, soprattutto valorizzando i colori naturali di frutta e verdura. Così, tanto colore e tanta leggerezza, che è l’altra prerogativa della nouvelle cuisine.