Elle Decor ha pubblicato di recente un servizio dedicato a un appartamento su due livelli ridisegnato da Matali Crasset, che noi vogliamo riproporre per il suo interesse cromatico. Si trova in Normandia e si affaccia sul mare. Per valorizzare questo rapporto visivo, la designer ha creato, in prossimità delle finestre, una sorta di palco in legno che permette la contemplazione del paesaggio.

Lo spazio domestico è costituito da volumi bianchissimi e da arredi prevalentemente in legno chiaro. Tuttavia, grande importanza viene attribuita anche al colore, che definisce gli spazi e dà identità diverse ai singoli elementi, in un contrappunto di cromie che non teme le tinte accese: dall’azzurro brillante all’arancione, dal verde prato al fucsia intenso. Questa soluzione crea veri e propri punti di intimità individuale.


The house on the platform – Elle Decor has recently published a service dedicated to a duplex apartment redesigned by Matali Crasset, which we want to propose again for its chromatic interest. It is located in Normandy and overlooks the sea. To enhance this visual relationship, the designer has created, near the windows, a sort of wooden stage that allows contemplation of the landscape.

The domestic space is made up of very white volumes and furniture mainly in light wood. However, great importance is also attributed to color, which defines the spaces and gives different identities to the individual elements, in a counterpoint of colors that does not fear bright colors: from bright blue to orange, from grass green to intense fuchsia. This solution creates real points of individual intimacy.



Oggi si definisce “beadist” (“addetta alle perle”), ma Jan Huling ha iniziato come designer di prodotti. I suoi meticolosi rivestimenti in perline avvolgono, con il semplice ausilio di colla e filo, oggetti trovati, secondo un linguaggio che elude le categorie rigorose di arte e di artigianato.

Le sue opere, il più delle volte basate su bambole o forme di animali, attingono a un inconscio collettivo fatto di fiabe, miti e misteri. Le superfici sono simili a gemme e la sua tecnica minuziosa non fa che aumentare la sensazione generale di meraviglia in chi le osserva.

L’artista americana afferma di avere come obiettivo «la trasformazione di forme scultoree banali in opere d’arte spettacolari, significative e ipnotiche. Ogni pezzo è una meditazione di colore e forma, motivo e consistenza cui è permesso crescere organicamente senza schemi o schizzi. A ogni nuova fila di perline vedo più chiaramente emergere la personalità del pezzo e mi dice quale colore deve seguire, quale linea deve intersecare. Ascolto».

The lady of the beads – Today she calls herself a “beadist”, but Jan Huling started out as a product designer. Its meticulous beaded coverings envelop, with the simple help of glue and thread, found objects, according to a language that eludes the strict categories of art and craftsmanship.

His works, most often based on dolls or animal shapes, draw on a collective unconscious made up of fairy tales, myths and mysteries. The surfaces are similar to gems and her meticulous technique only adds to the general feeling of wonder in the viewer.

The American artist says you have as your goal “the transformation of banal sculptural forms into spectacular, meaningful and hypnotic works of art. Each piece is a meditation of color and shape, pattern and texture that is allowed to grow organically without patterns or sketches. With each new row of beads I see the personality of the piece emerge more clearly and it tells me which color it should follow, which line it should intersect. I listen”.



I progetti esperienziali dello stilista francese Jacquemus proseguono senza sosta. Dopo i pop-up store di Parigi (in rosa) e di Milano (in bianco), fruibili esclusivamente in distribuzione automatica, ecco un centro benessere temporaneo, a Londra, battezzato Le Bleu.

Per le soluzioni ambientali, il designer ha dichiarato di essersi ispirato alle atmosfere surreali dei film di Jacques Tati. Lo spazio è dominato da due tonalità di azzurro: quello più intenso riveste cabine e armadietti, mentre quello più chiaro caratterizza le piastrelle 10×10 di pavimento e pareti.

Un paesaggio onirico, perfino un po’ asettico, che ricorda le piscine del secolo scorso, grazie anche all’illuminazione brillantissima che cade dal soffitto bianco.


The metaphysical pool – The experiential projects of the French designer Jacquemus continue unabated. After the pop-up stores in Paris (in pink) and in Milan (in white), which can only be used in automatic distribution, here is a temporary wellness center in London, called Le Bleu.

For the scape solutions, the designer declared that he was inspired by the surreal atmospheres of Jacques Tati’s films. The space is dominated by two shades of blue: the more intense one covers cabins and lockers, while the lighter one characterizes the 10×10 tiles of the floor and walls.

A dreamlike landscape, even a little aseptic, reminiscent of the swimming pools of the last century, thanks also to the brilliant lighting that falls from the white ceiling.



L’appartamento riprogettato di recente da Mario Montesinos, architetto valenciano, si trova a Bologna e rispecchia in pieno il cromatismo tipico della Spagna meridionale. Insomma, una sensibilità caleidoscopica trapiantata nel cuore dell’Emilia Romagna.

Nonostante la palette molto limitata, la casa è dominata dai contrasti: tra verde lime e blu elettrico per gli arredi; tra arredi e pareti, tinteggiate da nuance neutre e fredde; e infine tra novità e preesistenza, rappresentata dal pavimento a opus incertum in marmo grigio.

Anche i dettagli risentono di quel tocco davvero originale e un po’ dissacratore, come l’illuminazione e gli scaffali tagliati al laser in contorni rocciosi, i tavoli da pranzo e caffè stampati in 3D con gambe dall’aspetto viscido e un ciondolo traslucido che potrebbe essere scambiato per una creatura degli abissi.


Living audacely – The apartment recently redesigned by Mario Montesinos, a Valencian architect, is located in Bologna and fully reflects the typical color scheme of southern Spain. In short, a kaleidoscopic sensitivity transplanted to the core of Emilia Romagna.

Despite the very limited palette, the house is dominated by contrasts: between lime green and electric blue for the furnishings; between furnishings and walls, painted in neutral and cold shades; and finally between novelty and pre-existence, represented by the opus incertum floor in grey marble.

Details also suffer from that truly original and somewhat desecrating touch, like the lighting and laser-cut shelves in rocky outlines, 3D printed dining and coffee tables with slimy-looking legs, and a translucent pendant that could be mistaken for an abysses creature.



Il progetto di Farm Cultural Park, voluto da Florinda Saieva e Andrea Bartoli, approda a Mazzarino (Caltanissetta), una delle più interessanti città barocche della Sicilia orientale. “The Embassy of Farm” promuove un progetto di rigenerazione urbana per contrastare il fenomeno di spopolamento dei piccoli centri interni attraverso un’articolata strategia di “diplomazia culturale”, di creatività e di promozione sociale.

Il seicentesco Palazzo Tortorici, fulcro dell’iniziativa, accoglie una serie di affascinanti opere site specific. Fra queste l’intervento pittorico di Salvo Ligama, che occupa un’intera sala. L’artista, su cui teniamo l’attenzione da tempo in quanto utente fedele del Sistema Cromatico NCS, ha rivestito pareti e porte, senza interruzione, con fasce irregolari di lilla e verde in varie declinazioni, che dialogano con il soffitto antico e degradato.

L’irregolarità delle forme si contrappone alla griglia geometrica della pavimentazione, alterando la percezione dello spazio.


Baroque waves – The Farm Cultural Park project, commissioned by Florinda Saieva and Andrea Bartoli, arrives in Mazzarino (Caltanissetta), one of the most interesting Baroque cities in eastern Sicily. “The Embassy of Farm” promotes an urban regeneration project to counter the phenomenon of depopulation of small internal centers through an articulated strategy of “cultural diplomacy”, creativity and social promotion.

The seventeenth-century Palazzo Tortorici, the heart of the initiative, hosts a series of fascinating site-specific works. Among these is the pictorial intervention by Salvo Ligama, which occupies an entire room. The artist, on whom we have been paying attention for some time as a faithful user of the NCS Chromatic System, has clad walls and doors, without interruption, with irregular bands of lilac and green in various shades, which interact with the ancient and degraded ceiling.

The irregularity of the shapes contrasts with the geometric grid of the flooring, altering the perception of space.



Albert Kriemler, direttore creativo di Akris, è sempre alla ricerca di nuove osmosi con il mondo dell’arte. Per la collezione invernale 2022 disegnata per il marchio svizzero, il designer ha tratto ispirazione dal lavoro dell’artista tedesco Reinhard Voigt.

Come accade nelle tele di Voigt, gli abiti sono ripartiti in macro-pixel dalle tinte accese, spesso in netto contrasto fra loro. Da questo tripudio di arancioni, verdi e grigi scaturisce un nuovo modo di esprimere la femminilità, per una donna tenace, energica, che però ama le linee morbide e sensuali.

Non a caso, Kriemler fa sfilare le modelle sullo sfondo glaciale di una facciata di vetro, quasi a voler accentuare il contrasto tra l’dea dell’abito “positivo” e la freddezza del mondo attuale.


Master’s pixel – Albert Kriemler, creative director of Akris, is always looking for new osmosis with the world of art. For the winter 2022 collection designed for the Swiss brand, the designer drew inspiration from the work of the German artist Reinhard Voigt.

As happens in Voigt’s canvases, the clothes are divided into macro-pixels with bright colors, often in stark contrast to each other. From this riot of oranges, greens and grays comes a new way of expressing femininity, for a tenacious, energetic woman who, however, loves soft and sensual lines.

Not surprisingly, Kriemler has models paraded against the glacial background of a glass facade, as if to accentuate the contrast between the idea of the “positive” dress and the coldness of today’s world.